Striscione “L’Italia agli italiani” in un liceo a Cesena, studenti sanzionati con tesina antirazzista. Valditara: discrepanza tra regole violate e punizione assegnata

Due studenti di un liceo di Cesena, a pochi giorni dalla Maturità, hanno esposto alle finestre dell’istituto uno striscione con la scritta “L’Italia agli italiani”. Il consiglio di classe ha deciso per un sei in condotta e l’obbligo di una tesina riparatoria.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, al quotidiano ‘Il Giornale’ precisa subito un punto: nessun potere ministeriale sulla valutazione del singolo consiglio di classe. La sua è una valutazione personale.
Il ragionamento del ministro parte dalla ratio della sanzione. Violazione del regolamento scolastico (affissione non autorizzata) o censura del contenuto politico del messaggio? A indurre il dubbio è il tema della tesina assegnata: leggi razziali, Giornata del Ricordo, il saggio “Gli africani siamo noi” del genetista Guido Barbujani – un testo che, spiega Valditara, giunge “a conclusioni analoghe a quelle di genetisti come Luigi Cavalli Sforza sulla non esistenza di una razza italica e sulla assoluta non scientificità di qualsiasi teoria razziale”.
La discrepanza salta agli occhi. Se il problema fosse stato solo la violazione delle regole interne, perché far scrivere proprio su quei temi? Il ministro osserva che la frase “L’Italia agli italiani” attraversa la nostra storia politica e culturale: la ritroviamo in Mazzini, testualmente in Carducci (“Rendiamo l’Italia agli italiani”), è stata usata da formazioni di destra, Lega e Fratelli d’Italia. “Di per sé – dice Valditara – non ha alcun contenuto razzista”. Italiani, ricorda, sono anche i cittadini di seconda generazione: oltre il 5% della popolazione ha origini straniere. Ben altra cosa sarebbe stato uno striscione che incitasse esplicitamente all’odio razziale.
Proprio la “sfasatura fra la motivazione del provvedimento e la sanzione irrogata” fa pensare a un possibile “sviamento di poteri”. Il ministro non firma sentenze, ma lascia la domanda aperta: la bocciatura morale è caduta sul contenuto o sul metodo?
La nota dell’USR Emilia-Romagna
L’Ufficio scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, in una nota, spiega che “si è attivato al fine di comprendere l’accaduto, chiedendo una relazione al competente Ufficio di Ambito territoriale di Forlì-Cesena ed elementi informativi alla Dirigente scolastica del liceo”.
Dopo aver acquisito i primi elementi, spiega l’USR, “nel rispetto delle prerogative degli organi collegiali competenti, nel quadro delle funzioni di vigilanza sulle istituzioni scolastiche spettanti all’Ufficio, si è proceduto ad inviare alla Dirigente scolastica una richiesta di chiarimenti in merito all’attinenza dell’elaborato critico proposto agli studenti con le motivazioni che hanno condotto il Consiglio di classe all’assegnazione della valutazione del comportamento pari a sei decimi”.
L’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna – conclude la nota – “continuerà ad assicurare il presidio costante della vicenda, attribuendo alla stessa la massima attenzione”.
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