Aggressione a Procida, preside aggredita durante scrutini. La Uil Scuola: “La violenza deve stare fuori dalla scuola”

Un istituto scolastico di Procida è stato teatro di un episodio che ha scosso la comunità scolastica. Durante lo svolgimento degli scrutini, la dirigente scolastica è stata aggredita. La notizia, ancora in fase di ricostruzione, ha già provocato una reazione durissima da parte dei sindacati di settore.
I segretari generali della UIL Scuola, nazionale e campana, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta. Per Giuseppe D’Aprile e Roberta Vannini quanto accaduto è “un fatto gravissimo che, qualora venisse confermato nella sua ricostruzione, risulterebbe incompatibile con i valori di rispetto, convivenza civile e responsabilità che la scuola è chiamata ogni giorno a promuovere e difendere”.
I due esponenti sindacali hanno voluto ribadire un principio cardine: la scuola è il luogo in cui si educa al rispetto delle regole. Di conseguenza, chi compie atti di violenza all’interno di un’istituzione scolastica non colpisce soltanto una persona, ma l’intera comunità educante e i principi di convivenza civile su cui essa si fonda.
Un passaggio della nota sottolinea un aspetto che rende l’episodio ancora più sconcertante agli occhi dei sindacalisti: l’aggressione è maturata all’interno della stessa comunità scolastica, tra figure che condividono ogni giorno responsabilità e obiettivi al servizio degli studenti.
D’Aprile e Vannini hanno poi precisato un punto che considerano fondamentale. Le aggressioni al personale scolastico non possono essere derubricate a semplici intemperanze. Sono atti di violenza che vanno riconosciuti per ciò che sono e che devono comportare conseguenze certe e proporzionate. Nessuna tolleranza, insomma, né tentativi di minimizzare.
Alla dirigente i due segretari hanno espresso piena solidarietà: difendere chi lavora nella scuola significa difendere l’autorevolezza dello Stato nei luoghi in cui si formano i cittadini di domani.
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