Abruzzo

Stop al bando per il canile di Colle Cese, è la bomba a orologeria di un progetto da 1,2 milioni tutto da rifare


Un progetto da 1,2 milioni “sbagliato” e anche discutibile sul fronte “benessere animale”, ma anche un bando per l’affidamento dei lavori già pubblicato che sarebbe una vera e propria “bomba a orologeria” che esporrebbe al rischio di contenziosi e ricorsi portando all’ennesimo buco nell’acqua per il nuovo canile che comunque, si pensa di costruire “tra discarica e autostrada”, ovvero Colle Cese, nel territorio comunale di Spoltore. 

A denunciarlo, annunciando anche un’interrogazione urgente rivolta al sindaco Carlo Masci e il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli, è il consigliere comunale Pd, Marco Presutti, che all’amministrazione chiede di fermare tutto non perché il canile non si faccia, sottolinea, ma perché si abbia la certezza di poterlo realizzare e di poterne realizzare uno moderno che guardi al benessere animale dato che questo, rimarca, non lo sarebbe affatto. 

“Pescara ha un bisogno urgente e indiscutibile di un canile moderno e accogliente, dopo la olorosa chiusura della vecchia struttura di via Raiale e dopo aver speso per anni centinaia di migliaia di euro per mantenere i nostri cani nei rifugi privati fuori regione. Ma la risposta che la giunta Masci offre alla città – accusa – è un autentico disastro amministrativo: prima fa evaporare quasi mezzo milione di euro di contributi statali a fondo perduto per pura inerzia, poi vara un progetto punitivo per gli animali tra gabbie prefabbricate e colate di cemento compresse tra una discarica e l’autostrada e infine pubblica in piena estate un bando di gara infarcito di vizi procedurali che sembra attirare ricorsi al Tar (Tribunale amministrativo regionale) e rischia di paralizzare l’opera per anni”. 

La denuncia: “è la terza volta che si parte senza le carte in regola”

“Questa non è la prima battuta d’arresto. Il primo progetto di canile a Spoltore, anni fa, naufragò perché il Comune procedette senza aver mai sottoscritto un valido accordo di programma con l’ente ospitante, con tanto di ricorso al Tar finito nel nulla e soldi pubblici bruciati inutilmente”. 

“Oggi – denuncia la storia si ripete: il 14 luglio gli uffici hanno indetto la gara d’appalto, ben sedici giorni prima che la Giunta di Spoltore esprimesse il proprio assenso obbligatorio al progetto esecutivo. È la terza volta che questa amministrazione parte prima di avere le carte in regola. Le prime due volte è finita con soldi persi e cantieri mai aperti”. 

“Mezzo milione di fondi statali gettati al vento” 

“La vicenda più recente parte da un fallimento contabile che pesa direttamente sulle tasche dei pescaresi”, incalza ricordando che il Comune ha perso il finanziamento da quasi 500mila euro concessogli dal ministero proprio per costruire il Comune costringendo l’ente ad assumersi l’impegno di metterceli di tasca proprio.

“A questo si aggiunge un metodo di governo che elude le prerogative dei Consigli comunali su entrambi i fronti dell’operazione. A Pescara, l’Accordo di programma con Spoltore, che vincola l’ente per anni a 20mila euro l’anno di ristoro, oltre ai costi di gestione della struttura e del personale distaccato, è stato approvato con un semplice atto di giunta, senza mai passare per l’aula”, rimarca sottolineando che “a Spoltore va anche peggio: il canile sorge su un terreno classificato come agricolo dalle stesse norme urbanistiche del Comune, che per un canile-rifugio non prevedono questa destinazione”. 

“Una scelta del genere configura una vera e propria variazione dello strumento urbanistico, che l’articolo 34, comma 5, del Testo unico degli enti locali impone di ratificare in consiglio comunale entro trenta giorni, a pena di decadenza. Quella ratifica non risulta mai avvenuta: tutti e quattro gli atti con cui Spoltore ha dato il proprio assenso, in oltre un anno, sono stati approvati dalla sola giunta”. 

“Un progetto vecchio di trent’anni: cemento tra la discarica e l’autostrada” 

“C’è poi un problema di merito che riguarda la qualità dell’opera e il rispetto del benessere animale. Invece di progettare un moderno parco-canile, integrato nel verde e pensato come polo di recupero comportamentale e socializzazione per favorire le adozioni consapevoli e l’inserimento in famiglia si è scelta l’impostazione più superata: piastre di calcestruzzo armato e moduli prefabbricati. Il tutto collocato in un’area fortemente critica”. 

“Il lotto confina direttamente con l’invaso di rifiuti di Colle Cese, ma agli atti non risultano né gli esiti della caratterizzazione del suolo prevista per legge né un solo euro stanziato nel quadro economico per le indagini ambientali, mentre il rischio da gas Radon viene liquidato con una semplice dichiarazione di stile. Come se non bastasse, quasi un terzo dell’area ricade nella fascia di rispetto autostradale, senza che risulti agli atti alcuna misura di mitigazione acustica verso l’infrastruttura”. 

“Non a caso – ricorda -, le associazioni animaliste e di volontariato che operano quotidianamente sul territorio nella gestione del randagismo sono state escluse dal confronto in fase di progettazione e a giugno hanno dovuto presentare un formale esposto ad Anac e corte dei conti per denunciare l’inadeguatezza della struttura”. 

A Ferragosto arriva “il pasticcio del bando” 

“A completare il quadro c’è una gestione della gara d’appalto che ha dell’incredibile. Per rincorrere l’errore sui tempi, alla vigilia di Ferragosto è stata varata una determina correttiva che incredibilmente richiama il dup (documento unico di programmazione) e il bilancio scaduti del triennio 2025-2027. Nel disciplinare pubblicato il 19 agosto, poi, sono stati confermati 15 punti premiali basati sulla sola sede legale nella provincia di Pescara (una clausola priva di parametri di efficienza esecutiva che ricalca criteri territoriali analoghi a quelli già censurati dall’Anac in altre procedure recenti) senza contare la confusione su due decreti ministeriali incompatibili tra loro citati nello stesso testo di gara”. 

Per tutte queste ragioni Presutti chiede al Comune di fare un passo indietro: “Pescara non può permettersi che la fretta amministrativa regali alla città l’ennesima incompiuta bloccata nei tribunali o un canile concepito come un mero deposito di animali. Non vogliamo fermare l’opera – precisa – : pretendiamo che si faccia subito, ma che sia una struttura modello, salubre per i cani e per gli operatori, retta da atti amministrativi inattaccabili”. 

“Le offerte scadono il 17 settembre: da quel momento in poi ogni correzione costerà di più, in tempo e in denaro pubblico. La finestra per intervenire in autotutela è ora – conclude – . Il sindaco Masci risponda con chiarezza ai dieci quesiti dell’interrogazione e intervenga immediatamente per sanare i vizi della procedura prima di procedere all’aggiudicazione dei lavori”.


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