stop a nuovi edifici dentro Villa Borghese
La linea rossa sul futuro di uno dei parchi monumentali più preziosi del mondo è stata tracciata. Dopo una settimana di fortissime tensioni politiche, colpi di scena e votazioni saltate per la mancanza del numero legale, il Consiglio del Municipio II ha trovato una sintesi unitaria sul delicatissimo dossier dell’ampliamento della Galleria Borghese.
L’aula di via Flaminia ha approvato una risoluzione che blinda la Villa: nessun nuovo edificio, nessuna cubatura extra e zero consumo di suolo dovranno essere autorizzati all’interno del perimetro storico del parco per fare spazio al museo.
Il voto mette fine a una paralisi che rischiava di mandare in frantumi la maggioranza di centrosinistra. La miccia era stata accesa da un atto di Azione che chiedeva lo stop totale a nuove volumetrie, un testo che aveva incassato il gradimento di diversi consiglieri del Partito Democratico mandando la coalizione in tilt.
Dopo frenetiche mediazioni con i vertici del Campidoglio, il documento è stato riscritto e approvato, inviando un diktat politico chiarissimo al sindaco e al Ministero della Cultura.

Fuori i bimbi dal risiko, spunta l’ipotesi Villino Pincherle
Il documento approvato dal parlamentino di via Flaminia mette ordine nel risiko immobiliare scatenatosi intorno alle necessità di crescita della Galleria, rimasta a corto di spazi per accogliere i flussi turistici e le nuove collezioni. I punti fermi della delibera municipale sono due:
Scuola tutelata: Esce definitivamente di scena l’ipotesi di sacrificare lo storico asilo nido e scuola dell’infanzia “Il Giardino Incantato” di via Pinciana. La struttura scolastica non verrà toccata né riconvertita ad uso museale.
Recupero dell’esistente: Se la Galleria Borghese deve espandersi, dovrà farlo riutilizzando il patrimonio edilizio già presente nel quadrante. A questo proposito, il Consiglio ha suggerito di valutare l’acquisizione e il restauro di Villino Pincherle, una struttura privata situata in via Sgambati che potrebbe essere messa a disposizione per un piano di rigenerazione.
Il concorso internazionale per gli architetti va avanti
Sebbene l’atto approvato dal Municipio II non sia tecnicamente vincolante per gli enti superiori, il suo peso politico è enorme e rischia di condizionare i prossimi passaggi dell’operazione.
La macchina tecnica, infatti, si è già messa in moto. Proger Spa, in coordinamento con la direzione della Galleria Borghese, ha ufficialmente lanciato un concorso internazionale di progettazione rivolto a studi di ingegneria e architettura di tutto il mondo.
La procedura prevede una prima selezione delle candidature, al termine della quale cinque raggruppamenti di professionisti saranno invitati a presentare i loro progetti esecutivi.
I masterplan saranno giudicati in forma completamente anonima da una giuria di esperti internazionali.
Tuttavia, qualunque sia l’archistar a vincere la competizione, i disegni dovranno poi scontrarsi con la realtà burocratica dei vincoli romani.
I progetti dovranno superare il vaglio incrociato dei dipartimenti capitolini all’Urbanistica, all’Ambiente e alla Cultura, oltre al parere preventivo e vincolante della Sovrintendenza Capitolina.
Un percorso a ostacoli dove il “no” del territorio al cemento nella Villa peserà come un macigno.
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