“Stanno cercando il morto” – Torino Oggi

“Le immagini che arrivano ancora una volta anche da Torino sono inaccettabili. Pietre, bastoni, bottiglie lanciate contro le forze dell’ordine, agenti e finanzieri accerchiati, cariche e feriti. Davanti a scene come queste, faccio fatica a trovare altre parole: stanno cercando il morto. Qui non siamo più di fronte a una manifestazione di dissenso, ma a comportamenti violenti che mettono deliberatamente a rischio la vita delle persone”, afferma il Presidente del Consiglio Regionale Davide Nicco su quanto sta accadendo durante le manifestazioni a Torino.
“Chi scende in piazza – riprende Nicco – per aggredire, colpire e provocare le forze dell’ordine non è un manifestante: è una persona che sceglie di violare la legge e di mettere in pericolo gli altri. E deve risponderne”.
“Non si può essere indulgenti con la violenza”
“Non si può essere indulgenti con la violenza – sottolinea il Presidente – e severi soltanto con chi è chiamato a contrastarla. Io sto dalla parte delle forze dell’ordine, delle regole, dell’educazione e del rispetto. Non esiste una causa, uno slogan o un’appartenenza politica che possa giustificare la violenza. Su questo non ci possono essere ambiguità, né distinguo. Chi aggredisce deve essere condannato, non giustificato. E chi ha responsabilità pubbliche deve avere il coraggio di dirlo chiaramente. Prima che ci scappi il morto”, conclude Nicco.
Sceglie la linea dura anche il governatore Alberto Cirio: “Da giorni la città ha vissuto con paura l’attesa del corteo di oggi, con negozi che hanno chiuso, perdendo una giornata di lavoro, e altri che hanno addirittura dovuto proteggere le vetrine con pannelli di legno per evitare le devastazioni avvenute nei giorni scorsi. E ancora una volta, purtroppo, un manipolo di teppisti ha scambiato intenzionalmente il diritto al dissenso con lo scontro, la violenza, l’attacco alle forze dell’ordine, arrivando addirittura a bruciare l’immagine del presidente del Consiglio”. “E’ ora di dire basta. Chi era in piazza pacificamente si dissoci, e così facciano anche tutte le forze politiche. Non è con la violenza, la prevaricazione e l’intolleranza che si può dialogare. Alle forze dell’ordine che, ancora una volta, hanno protetto la nostra sicurezza e quella dei beni pubblici e privati, e ai commercianti che hanno rinunciato a un giorno di lavoro, va tutta la nostra solidarietà. A chi invece, anche oggi, ha scelto l’illegalità e la violenza, va la nostra ferma e netta condanna” conclude il Presidente.
“Chi sceglie la violenza passa dalla parte del torto”
Ad intervenire anche l’assessore regionale all’Istruzione Daniela Cameroni: “Agli studenti ricordo che dietro ogni divisa ci sono padri, madri o ragazzi poco più grandi di loro. Lavoratori, gli stessi per i quali dicono di manifestare e chiedere diritti. Intollerabile anche il gesto di bruciare la fotografia del presidente del Consiglio Giorgia Meloni: un atto vergognoso, che nulla ha a che vedere con il legittimo dissenso”.
“Chi sceglie la violenza passa dalla parte del torto e perde ogni credibilità come interlocutore. Le istituzioni ascoltano chi protesta pacificamente e difendono senza esitazioni chi garantisce la sicurezza di tutti. Anche la loro” conclude. “Qui – rincara il vicecapogruppo regionale di FdI Roberto Ravello – non c’è alcuna battaglia generazionale o per l’integrazione: ci sono antagonisti e collettivi che usano i ragazzi per alimentare il proprio progetto di caos sovversivo. Cambiano gli slogan, ma l’obiettivo resta provocare scontri e imporre la propria legge”.
“Lo Russo chiarisca da che parte sta”
“Gravissima – sottolineano il senatore Roberto Rosso, insieme al segretario cittadino di Forza Italia Marco Fontana – la presenza in piazza del deputato Pd Mauro Berruto, mentre antagonisti e gruppi ProPal prendevano a sassate le nostre Forze dell’ordine e bruciavano l’immagine del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. È questo il messaggio che un rappresentante delle istituzioni vuole mandare ai cittadini? Ancora più sconcertante sentirlo parlare di deriva autoritaria: a essere privati della libertà sono i torinesi, ostaggio della paura e della violenza. Altrettanto vergognose le dichiarazioni dell’esponente di Avs Marco Grimaldi, che arriva a sostenere che i tre minorenni fermati con materiale per confezionare molotov non volessero fare male a nessuno. Il disagio giovanile non può diventare un alibi per giustificare comportamenti che mettono a rischio vite umane”.
“Di fronte a tutto questo, il sindaco Lo Russo chiarisca una volta per tutte da che parte sta: con chi difende legalità e sicurezza o con chi cerca attenuanti per i violenti? Non si può stare con lo Stato il lunedì e con chi lo aggredisce il sabato” chiosano gli azzurri.




