Laura Mattarella: “L’intelligenza artificiale attraversa tutto ciò che è umano”
“Ci confrontiamo con situazioni nuove, non è un caso che fra i temi di dibattito ci siano questioni come l’intelligenza artificiale che, permettetemi l’immagine, ricorda molto un fiume carsico, i cui effetti non sono immediatamente visibili. Tuttavia sta attraversando tutto ciò che è umano con una irruenza che il mondo non ha mai conosciuto, dalla medicina alla sicurezza alla politica alla comunicazione. Fino agli spazi che più di ogni altro rappresentano il nostro essere persone senzienti: la creatività e lo spirito creativo. Occorre interrogarsi sull’essere l’intelligenza artificiale mezzo o fine”. Si concentra sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel mondo l’intervento di Laura Mattarella, presidente del Comitato d’onore del Women Economic Forum Italia (Wef), la piattaforma internazionale dedicata all’empowerment femminile, che quest’anno si svolge a Torino fino al 26 ottobre, con il sostegno della Fondazione Crt. “Dobbiamo però anche chiederci – prosegue Mattarella – in che misura il processo attraverso cui le donne raggiungono leadership, acquisiscono egemonia e capacità decisionale, tutto quello che viene chiamato empowerment femminile, si accosta alle trasformazioni tecnologiche in atto. L’interrogativo da porsi è quali parti del consorzio umano rischiano di essere seriamente danneggiate da un impatto non regolato dell’intelligenza artificiale”.

L’appuntamento torinese si impone come una delle tappe nel panorama internazionale per ridisegnare il ruolo della figura femminile all’interno della società e dei processi produttivi. Leader internazionali, imprenditrici e nuove generazioni discutono il ruolo delle donne nella trasformazione dell’economia, affrontando le sfide poste dai rapidi cambiamenti tecnologici e sociali.
Presente anche la procuratrice generale di Torino Lucia Musti, a testimonianza di come il dibattito attraversi in modo trasversale le istituzioni, la magistratura, le imprese e la società civile. Marilena Citelli Francese, presidente del Wef Italia spiega: “Noi donne siamo messe in discussione sempre, dal momento in cui nasciamo, a quello in cui andiamo a scuola, magari con voti migliori, ma sempre in discussione. Dobbiamo prenderci gli spazi che ci meritiamo”.
Accanto al tema dell’affermazione personale e professionale, emerge l’importanza del linguaggio come strumento di riscatto e di effettivo riconoscimento dei ruoli conquistati. Un aspetto su cui si è soffermata Chiara Foglietta, assessora alla Transizione ecologica e digitale: “Dobbiamo sempre cercare di spingere in avanti le donne, le sfide sono sempre molto complicate, una volta ero con il mio collega Francesco Tresso ci annunciano sul palco e dicono c’è la dottoressa Foglietta e l’ingegnere Tresso. Io ho detto che se volevano dire che avevo un dottorato di ricerca andava benissimo ma se volevano sminuire la mia professione di ingegnere stavano sbagliando. A Torino stiamo mettendo della basi, anche con il linguaggio: io sono l’assessora. Bisogna sfondare il tetto di cristallo”.
“Il confronto che si avvia a Torino, nella sede di Fondazione Crt e alle Ogr – interviene Anna Maria Poggi, presidente di Fondazione Crt – mette al centro una domanda concreta: quali condizioni permettono alle competenze delle donne di tradursi in opportunità di lavoro, autonomia economica e responsabilità decisionali? I temi oggetto di dibattito al Wef, tra cui l’intelligenza artificiale, la finanza, la salute e il lavoro, riguardano trasformazioni nelle quali è fondamentale garantire una piena partecipazione delle donne”.
Sul palco anche il prefetto Donato Cafagna: “Sono il primo uomo che parla oggi – sorride – devo dire che inseriti in contesti femminili noi uomini diamo il meglio. Ho lavorato meglio con le donne che con gli uomini perchè in qualche modo le due figure se lavorano insieme si completano. Le donne hanno la capacità di leggere i problemi e di individuare le soluzioni nei problemi che gli uomini tendono a non vedere”.
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