Lazio

gli studenti raggiungono il presidio contro la guerra e ripartono verso il Circo Massimo

Sabato di nervi tesi e piazze in fermento nel centro archeologico della Capitale.

Il momento di maggior attrito si è consumato quando un consistente gruppo composto da centinaia di studenti e giovani militanti, rimasto bloccato dalle barriere delle forze dell’ordine nei pressi del Colosseo, è riuscito a scardinare la morsa dei controlli e a fare il suo ingresso a Largo Corrado Ricci.

In quel quadrante era in corso il presidio pacifista contro la guerra, con la lettura di documenti e interventi istituzionali da parte dei promotori della manifestazione autorizzata.

La spaccatura tra i manifestanti: “Corteo, corteo”

L’irruzione improvvisa della marea giovanile ha interrotto la scaletta dei comizi, provocando un’immediata reazione da parte degli organizzatori del presidio:

La richiesta di sfondamento: I giovani hanno preteso di occupare l’intera carreggiata scandendo a gran voce lo slogan “Corteo, corteo”, decisi a non restare imbrigliati nelle limitazioni del presidio statico.

Lo scontro verbale: Tra i due gruppi è scoppiato un acceso diverbio, con la piazza pacifica che accusava gli studenti di compromettere l’esito della mobilitazione e questi ultimi che rivendicavano il diritto di corteo per le vie della città.

Lo slogan comune e la marcia verso il Circo Massimo

A evitare che la disputa verbale degenerasse in scontro fisico è stato l’incrociarsi delle rivendicazioni politiche.

Dopo minuti di forte incertezza, i due fronti hanno trovato una convergenza improvvisata intonando coro su coro contro la premier Giorgia Meloni e alzando la voce sulle note di “Siamo tutti antifascisti”.

Ricomposto parzialmente il clima di piazza, la colonna di studenti ha ripreso la propria avanzata lungo l’asse viario, puntando verso la spianata del Circo Massimo, scortata a vista dalle pattuglie dei reparti mobili.

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