Sardegna

“Stagione turistica disastrosa”. La minoranza chiede le dimissioni della Giunta

Bosa

A Bosa i consiglieri Campus e Masala contestano: “Basta dilettantismo e improvvisazione”

Stagione turistica deludente, mancanza di servizi essenziali e opere pubbliche ferme da anni: è il quadro tracciato a Bosa dai consiglieri comunali di minoranza Alessandro Campus e Giovanni Angelo Masala in una nota critica nei confronti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alfonso Marras.

I due esponenti dell’opposizione denunciano il calo delle presenze turistiche e lo stato di degrado di alcune aree cittadine e chiedono le dimissioni della maggioranza.

La nota firmata dai consiglieri comunali di minoranza Alessandro Campus e Giovanni Angelo Masala

La stagione estiva che volge al termine è stata disastrosa per la città, come ci evidenziano ogni giorno gli operatori ma anche i cittadini. Soprattutto gli operatori ci riferiscono quotidianamente del grande calo di presenze; la città continua a distinguersi per la bassa media di pernottamenti in quanto i visitatori si trattengono nella città per una o massimo due notti.

Le lamentele riguardano anche alla media di pasti consumati/coperti somministrati dalle attività di ristorazione, gravemente in calo, come testimoniano le mancate aperture di varie attività o il fatto che altre, oramai storiche, abbiano deciso di aprire al pubblico solo per un turno di lavoro. Le chiare problematiche necessitano di una soluzione, visto che per l’economia bosana il mercato turistico è essenziale. Questa tendenza del calo dei turisti deve essere risolta con continui interventi strutturali e programmati. Non si può pensare di continuare a vivere di quanto ci ha lasciato la storia e di quello che ci ha regalato la natura. Per invertire la rotta è necessario un intervento sistematico fondato sui servizi e sulla cura della città. Difatti, prima di pensare a eventi e manifestazioni, spesso improvvisate e di scarso richiamo, che nessun giovamento portano al fenomeno turistico, bisogna creare una città gradevole e che garantisca un minimo dei servizi.

Invece, la città ha affrontato l’ennesima stagione estiva in maniera inappropriata e disorganizzata. L’amministrazione comunale (tra l’altro naturale prosecuzione della precedente), affrontando la sua terza stagione estiva, non è stata in grado di garantire il minimo decoro alla città, i minimi servizi per i visitatori, per poi non parlare dello scarno programma degli eventi che alcun turista avrebbe potuto richiamare. Solo l’impegno dei volontari delle vari associazioni ha consentito di vedere un po’ di persone in piazza (vedi associazione Stella Maris, Associazione Karrasegare ‘Osinku e Pro Loco M. Melis), visto che Bosa si presentava dalle 23 come un autentico deserto. Per non parlare della frazione balneare di Bosa Marina, completamente abbandonata a se stessa, in completo degrado, visto che presenta gran parte delle strade bombardate e lasciate alla completa incuria, pressoché prive come gran parte della città della segnaletica orizzontale (cfr. strisce pedonali). Senza programmarne alcuna, se non per una incomprensibile una area pedonale, lungo la via Mediterraneo, che crea un deserto nel deserto.

Bosa, come più volte sottolineato, è priva dei minimi servizi turistici, vedi l’ufficio informazioni per i turisti. E a questo punto ci si chiede come la città possa essere ancora inserita nell’associazione Borghi più Belli d’Italia, quando è priva di un requisito essenziale quale l’operatività di un ufficio turistico? Non vi è stata alcun programmazione rispetto al trasporto interno dei visitatori, vista l’assenza di qualsivoglia navetta, anche lungo il fiume, che consenta una mobilità sostenibile, tenuto conto che la maggior parte delle strutture turistiche si trovano nel centro storico e, così, a lunga distanza dalle spiagge.

Il fiume, nonostante i proclami della primavera del 2025, è rimasto un cimitero di barche affondate e oggetto di libero attracco senza alcun servizio. Il tanto sbandierato appalto del verde pubblico si è ridotto alla semplice cura di alcune aiuole e rotatorie, mentre tutte le alberature lungo i viali sono pressoché abbandonate con i conseguenti problemi legati alla presenza di fogliame secco a terra e insetti.

Il Lungo Temo è sempre più un deserto, senza alcuna cura delle aiuole, se non per il buon senso di qualche operatore che cura quella prossima alla sua attività: ebbene la questione del Lungo Temo è stata oggetto di proclami da anni che, però, mai hanno avuto risultato. La spiaggia? Garantisce gli stessi servizi di 50 anni fa. Si parla di Pul, ma nulla si vede all’orizzonte: solo ed esclusivamente il lento incedere della sabbia, che tra poco tempo avvolgerà la Torre Aragonese, anch’essa ancora chiusa e in stato di abbandono, quasi che sia lo specchio della città.

Oltre ciò succede che l’assessore al Turismo venga revocato proprio durante la stagione estiva, lasciando la città priva di una guida proprio nel periodo in cui bisognava aver le idee chiare. Ebbene, questo fatto rafforza l’idea della completa confusione in cui naviga l’amministrazione, senza una guida e senza un progetto organico.

La città ha bisogno di una svolta, semplice ma necessaria. Deve essere accogliente e curata sia per i cittadini che per i visitatori, deve garantire che chi la visita porti con sé indietro un buon ricordo, la voglia di rivederla ed essere il primo vettore di promozione, avendola trovata oltre che ricca di storia anche a misura di visitatore. Invece, nulla si è fatto in senso compiuto, infatti non si è mirato ad alcuna tipologia turistica: nulla vi è per i giovani (eventi per nulla attraenti per i giovani in confronto anche a piccole comunità vicine); nulla per le famiglie (parco giochi? trasporti interni?). È necessario affrontare il fenomeno turistico in maniera professionale e strutturale, visto che il turismo è scienza ed economia. Deve terminare il dilettantismo e l’improvvisazione: la gente è stanca delle campagne elettorali continue, senza alcun risultato, quando poi si va ad amministrare.

Abbiamo evitato di esprimere alcun giudizio durante la stagione estiva, ma, visto che oramai la stessa volge al termine e viste le dichiarazioni video, a tratti trionfalistiche, rilasciate dal nuovo assessore al Turismo, è doveroso, quali rappresentanti di una cospicua parte di elettori nonché di una moltitudine di cittadini grandemente scontenti, evidenziare lo stato dell’arte. Infine, riteniamo opportuno che tutta la maggioranza e chi la rappresenta decida di dimettersi alla luce della situazione rappresentata, nonché lo stato delle opere pubbliche oramai ferme da anni, che presentano la città come un cantiere a cielo aperto (vedi Lungo Temo; Torre Aragonese; parcheggio Santa Giusta; teatro civico; spazio corso Garibaldi/Fiera). Bosa non ha bisogno di risse da bar, di atteggiamenti aggressivi e dispotici, ha bisogno di risultati concreti che attende da anni e non, sicuramente, dei soliti proclami.

Alessandro Campus e Giovanni Angelo Masala

Venerdì, 21 agosto 2026

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