Spionaggio russo in Europa, sotto accusa i servizi segreti del Cremlino
C’è l’Fsb, il servizio segreto interno russo, dietro il gruppo di hacker Turla, responsabile dal 2010 di numerosi attacchi informatici contro governi e infrastrutture critiche in Europa. É l’accusa del Consiglio Europeo, che in una nota afferma di aver inserito nella lista nera i membri del sedicesimo Centro del Fsb, l’unità che avrebbe coordinato gli attacchi informatici e le attività di spionaggio attribuite al collettivo di cybercriminali.
Parigi e Berlino hanno annunciato la convocazione dell’ambasciatore di Mosca per protestare. «Per anni, l’Fsb ha condotto una vasta gamma di attività informatiche dannose, di gravità crescente, che hanno colpito l’Ue, i suoi Stati membri e i suoi partner internazionali, in particolare l’Ucraina», denuncia Bruxelles, «queste attività hanno incluso l’infiltrazione nelle reti governative e il sabotaggio di infrastrutture critiche». Tra i Paesi colpiti figurano, secondo il Consiglio Europeo, Francia, Germania, Polonia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia. In Francia, ad esempio, il sedicesimo Centro avrebbe condotto dal 2010 attività di spionaggio informatico contro enti governativi strategici e, lo scorso anno, contro l’industria della difesa. Enti governativi sono stati presi di mira anche in Germania, mentre in Polonia, di recente, sono state rilevate operazioni di sabotaggio contro centrali termoelettriche, ferrovie e altre infrastrutture critiche.
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