Calabria

Spiagge a Reggio Calabria, appello di Legambiente al Comune: «No ai mezzi meccanici, a rischio i nidi di Fratino e Caretta caretta»



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Un appello urgente, che suona come una formale diffida ecologica, quello che il Circolo Legambiente “Città dello Stretto” APS ha indirizzato al sindaco e agli uffici tecnici del Comune di Reggio Calabria. L’oggetto della contesa è l’avvio della pulizia straordinaria dei litorali cittadini: l’associazione ambientalista chiede l’immediato stop all’uso di ruspe, trattori e cingolati, sollecitando interventi esclusivamente manuali e selettivi per evitare «danni irreversibili» a un ecosistema costiero già fragile.

Pur riconoscendo le attenuanti alla nuova amministrazione comunale, insediatasi da poco e non responsabile dei ritardi sulla tabella di marcia, Legambiente fissa un limite invalicabile sulle modalità operative. Secondo l’associazione, la tutela della biodiversità non può essere derogata, nemmeno per le spiagge che si trovano fuori dai siti protetti “Natura 2000”.

Sotto la sabbia un ecosistema invisibile: i rischi per la fauna

L’impiego di mezzi pesanti, specialmente all’inizio dell’estate, coincide con il picco del periodo riproduttivo di specie protette da normative nazionali e comunitarie. Nel mirino degli ambientalisti ci sono in particolare due simboli della fauna mediterranea:

Il Fratino (Charadrius alexandrinus): Questo piccolo uccello, a forte rischio estinzione, nidifica depositando le uova in minime depressioni della sabbia, mimetizzandosi perfettamente con l’ambiente. Il passaggio dei mezzi pesanti ne comporterebbe la distruzione quasi certa.

La Tartaruga marina (Caretta caretta): Il litorale reggino è un potenziale hotspot per la nidificazione della specie. Il peso dei cingolati non solo rischia di schiacciare i nidi esistenti, ma compatta la sabbia e altera il profilo morfologico della spiaggia, impedendo alle tartarughe di scavare per deporre le uova. Proprio in questi giorni, i volontari di Legambiente stanno setacciando la costa con transetti di monitoraggio per individuare tempestivamente le tracce di risalita dei cetacei.

Non solo animali: flora e posidonia contro l’erosione

La critica ecologista non si ferma alla fauna. La pulizia meccanizzata, spiega la nota, cancella la vegetazione dunale pioniera – la prima linea di difesa naturale contro l’avanzata del mare – e rimuove indiscriminatamente la biomassa organica, come le foglie di Posidonia oceanica. Questo materiale vegetale, spesso scambiato erroneamente per rifiuto, è in realtà vitale per trattenere la sabbia e garantire la stabilità delle spiagge contro l’erosione costiera.

L’appello alla nuova amministrazione

La richiesta a Palazzo San Giorgio è netta: rimuovere solo i rifiuti di origine antropica (plastica, vetro, lattine) e farlo esclusivamente a mano.

«Una scelta di questo tipo – conclude il Circolo Legambiente Reggio Calabria – rappresenterebbe un concreto atto di tutela del nostro patrimonio naturale, ma anche un significativo segnale di buona amministrazione, capace di caratterizzare fin dall’inizio l’azione della nuova compagine comunale».


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