Sospetto botulino a Reggio Calabria: L’antitossina al Gom in meno di due ore
Sospetto botulino a Reggio Calabria: L’antitossina al Gom in meno di due ore. Ricoverato un uomo che avrebbe consumato conserve. La fiala trasferita dall’Annunziata di Cosenza. Scorta regionale attivata dopo l’emergenza del 2025.
REGGIO CALABRIA — L’antitossina del botulino arrivata al Gom in meno di due ore dall’ospedale di Cosenza. È il caso che ha interessato un uomo che avrebbe mangiato conserve in casa ed è stato ricoverato con sintomi sospetti all’ospedale di Reggio Calabria. A consegnare una fiala del siero è stato l’ospedale di Cosenza nella notte tra il 29 e il 30 settembre. Il farmaco è arrivato in meno di due ore grazie alla presenza di una scorta già custodita in Calabria dopo i casi di intossicazione nel 2025. A ricostruire il percorso è il dipartimento Salute e Servizi sanitari della Regione.
Di fronte al sospetto clinico, i sanitari reggini hanno contattato il Centro Antiveleni di Pavia, che ha dato indicazione alla somministrazione dell’antitossina. È stata quindi attivata la disponibilità del farmaco conservato nella Terapia intensiva dell’ospedale cosentino, individuata come microdeposito autorizzato attraverso un accordo tra Regione e ministero della Salute.
La scorta regionale, come dicevamo, nasce dall’emergenza che nell’agosto 2025 colpì soprattutto Diamante: due vittime e decine di ricoverati dopo il consumo di cibo contaminato venduto da un food truck sul lungomare. Allora fu necessario organizzare trasferimenti straordinari dell’antidoto da fuori Calabria, inizialmente dalla Farmacia militare di Taranto e poi attraverso il sistema nazionale delle scorte strategiche. Da lì in poi il cambio di protocollo, con l’ospedale di Cosenza unico centro al sud detentore del siero.
SOSPETTO BOTULINO A REGGIO CALABRIA: L’ATTIVAZIONE DEL PROTOCOLLO E IL MICRODEPOSITO DI COSENZA
«Quanto accaduto dimostra il valore dell’intesa raggiunta», ha detto Andrea Bruni, direttore dell’Unità operativa complessa di Terapia intensiva e Anestesiologia dell’Annunziata. Custodire l’antitossina a Cosenza, spiega, significa «poter disporre direttamente sul territorio regionale di un farmaco salvavita che, in passato, doveva essere trasferito da strutture situate a centinaia di chilometri di distanza». Il punto è il tempo che intercorre tra l’allarme e la disponibilità della terapia. «Nel botulismo la rapidità dell’intervento è fondamentale», sottolinea Bruni, indicando nell’arrivo della fiala a Reggio in meno di due ore la prova dell’efficacia della scelta. «Il microdeposito non è soltanto una soluzione logistica, ma uno strumento di sicurezza sanitaria al servizio dell’intera rete ospedaliera calabrese».
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