Emilia Romagna

Sono convinti di poter restare impuniti


Il sindaco Mezzetti è intervenuto sull’irruzione di un gruppo di giovanissimi nel supermercato Md di via Rainusso avvenuta martedì mattina, definendo l’accaduto “un fatto grave” e invocando un cambio di approccio nella gestione della devianza minorile.

“Quanto accaduto all’Md di via Rainusso è un fatto grave. La logica del branco può manifestarsi nel furto, come in questo caso, ma può rivolgersi anche contro le persone, con conseguenze ben più gravi” ha dichiarato il sindaco, esprimendo solidarietà ai lavoratori del punto vendita e sottolineando che “episodi di questo genere non possono diventare parte della quotidianità di chi lavora”.

Le indagini e il senso di impunità

I carabinieri, intervenuti sul posto, ricostruiranno la dinamica dell’accaduto anche attraverso le immagini delle telecamere. Al centro della riflessione del sindaco c’è il comportamento dei protagonisti dell’irruzione: “Siamo di fronte a giovanissimi che agiscono con la convinzione di poter restare impuniti. A Modena abbiamo dimostrato, grazie al lavoro congiunto delle forze dell’ordine e della polizia locale, che anche i minorenni che commettono reati vengono individuati e chiamati a risponderne”.

La proposta delle tre R

Mezzetti ha poi allargato lo sguardo al tema della devianza minorile, criticando l’approccio basato esclusivamente sull’inasprimento delle pene: “È arrivato il momento di affrontare seriamente il tema della devianza minorile e del senso di impunità. Continuare a introdurre nuovi reati e ad aumentare le pene, come ha fatto il Governo, evidentemente non basta”.

La ricetta proposta dal sindaco si fonda su tre pilastri: “Dire semplicemente ‘sbattiamoli in galera’ non risolve nulla. Dobbiamo agire sulle tre ‘R’: responsabilità, riparazione e rieducazione. Occorrono certezza della responsabilità, la consapevolezza, per questi ragazzi, che ogni azione ha delle conseguenze, e percorsi rieducativi e riparativi rapidi e concreti, attraverso i quali chi commette questi atti sia chiamato a comprendere il danno provocato e a restituire qualcosa alla comunità”.


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