Emilia Romagna

Scelta fondamentale per lo sviluppo. I referendum? Occasioni perdute


“L’approvazione della delega al Governo per il ritorno al nucleare di ultima generazione segna un passaggio di fondamentale importanza per il futuro del Paese. È una scelta di visione che come repubblicani sosteniamo da sempre, perché l’indipendenza e la sicurezza energetica sono il presupposto imprescindibile per la sovranità, il sostegno alle famiglie e la competitività del nostro sistema economico”. Così Eugenio Fusignani, vicesindaco di Ravenna e segretario regionale del Partito repubblicano italiano.

“Questa svolta storica deve spingerci anche a una seria e obiettiva riflessione sugli errori commessi nel passato. L’esito dei referendum sul nucleare del 1987 e del 2011 ha rappresentato per l’Italia un’occasione perduta, dettata più da approcci emotivi e ideologici che da valutazioni strategiche. Smantellare un’eccellenza scientifica e industriale riconosciuta a livello internazionale ci ha condannati a decenni di pesante dipendenza dai mercati esteri, costringendo le nostre aziende e le nostre famiglie a pagare bollette decisamente più elevate rispetto a quelle dei concorrenti europei – prosegue Fusignani – senza contare il paradosso di aver continuato ad acquistare energia elettrica prodotta da centrali atomiche situate a pochi chilometri dai nostri confini. Superare finalmente questi tabù dogmatici significa restituire al Paese una vera capacità di programmazione e di visione di lungo termine”.

Il segretario dell’Edera è consapevole che “la realizzazione dei nuovi impianti modulari richiederà tempi medi e lunghi. Per questa ragione occorre una politica energetica oculata, pragmatica e ancorata alla realtà. In questo arco temporale il ricorso alle fonti fossili e al gas naturale resta indispensabile per garantire la tenuta del sistema produttivo nazionale. Una programmazione seria e strutturata consentirà di gestire questa fase transitoria con equilibrio, portando temi come le estrazioni di idrocarburi in Adriatico a perdere progressivamente la loro centralità nel dibattito pubblico e a riassorbirsi in un quadro di graduale e guidata decarbonizzazione”.

“Non possiamo ignorare le emergenze dell’oggi – continua Fusignani – Resta drammaticamente aperto il nodo dei costi dell’energia e dell’autotrazione, che continuano a gravare in modo insostenibile sui bilanci delle famiglie e sulla competitività delle imprese. Serve più che mai un piano energetico di ampia visione che contenga nell’immediato la spesa per il riscaldamento e il raffrescamento delle abitazioni e che garantisca prezzi sostenibili alla pompa per il carburante, elemento vitale per la movimentazione delle merci e per la mobilità delle persone”.

Per l’esponente repubblicano il distretto di Ravenna “si conferma un fondamentale volano di sviluppo e un laboratorio d’eccellenza per l’intera regione e per l’intero Paese”. Centrali per Fusignani sono l’avvio del “progetto di cattura e stoccaggio della CO2 (Ravenna Ccs), una risposta concreta e tecnologica per accompagnare la transizione dell’industria manifatturiera pesante”, così come le “prospettive legate all’energia pulita del progetto Agnes con il suo hub off-shore per l’eolico e il fotovoltaico”.

“Il grande sviluppo del Porto di Ravenna ne è la prova evidente. Proprio all’interno di questo percorso di crescita, interventi strategici come l’elettrificazione delle banchine rappresentano un ulteriore tassello che si aggiunge alla già imponente domanda di energia della nostra economia. Si tratta di un fabbisogno costante e ad alta intensità per il quale le sole fonti rinnovabili non possono bastare, data la loro intrinseca discontinuità – conclude Fusignani – Integrarle con tecnologie innovative e con il nucleare pulito di nuova generazione è l’unica strada concreta per garantire stabilità alla rete elettrica, sostenere lo sviluppo della Romagna e abbattere in modo strutturale e definitivo la bolletta energetica di cittadini e imprese”.


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