soltanto 15 posti programmati su 56
La Regione Abruzzo non si muove sulla residenzialità per persone autistiche adulte: fino al 2028 risultano confermati soltanto i 12 posti già attivati dalla Asl di Chieti, saturi da tempo. È quanto denuncia l’associazione Autismo Abruzzo onlus spiegando che la delibera di giunta regionale 184/2026 potenzia sì ambulatori dedicati e centri diurni, ma su quello che viene definito il nodo più urgente, la residenzialità per autistici adulti appunto, resta ferma
“Il dato più eloquente è nel confronto tra fabbisogno e programmazione: la stessa Regione stima un fabbisogno residenziale di 56 posti, ma ne programma appena 15. Come si giustifica questo divario? Una diaspora silenziosa, dolorosa e costosa” spiega il presidente Dario Verzulli evidenziando il fatto che “in Abruzzo, chi ha bisogno di una struttura residenziale è costretto a cercare fuori regione”.
Dall’inizio del 2026, secondo i dati a disposizione della onlus, sono già 5 le richieste di inserimento per ragazzi e adulti autistici, che si aggiungono a 4 cittadini abruzzesi già collocati in strutture in Molise ed Emilia-Romagna. Con rette che possono superare i 250 euro al giorno, sono risorse pubbliche che escono dal territorio: risorse che potrebbero creare servizi, competenze, lavoro e continuità assistenziale in Abruzzo.
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“Posti previsti sulla carta, mai attivati – riprende Verzulli -. Ancora più paradossale è che posti residenziali risultino già previsti, 10 per la Asl dell’Aquila e 8 per la Asl di Teramo, ma non vengano attivati né finanziati. Le famiglie restano sole, costrette a diffide, ricorsi e battaglie legali per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito. Il vuoto è ancora più grave se si guarda ai minori: in Abruzzo non solo non esistono posti residenziali dedicati a bambini e ragazzi nello spettro autistico, ma questi servizi non sono nemmeno previsti nella programmazione regionale. Una scelta che scarica sulle famiglie e sui servizi sociali un problema di competenza sanitaria e sociosanitaria. Quando il sostegno familiare viene meno, questi bambini finiscono nelle case famiglia: strutture non specialistiche, che pur con il massimo impegno degli operatori non sono progettate per bisogni così complessi. Non si tratta di casi eccezionali: sono situazioni che si sono già verificate e che continueranno a ripetersi”.

Le risorse stanziate dalla dgr 408/2025 fino a tutto il 2026 mostrano un’evidente sproporzione tra le Asl e tra i diversi setting assistenziali. Alla giunta regionale la onlus chiede un atto di finanziamento immediato dei servizi residenziali nelle tre Asl prive, con attivazione dei posti previsti dalla programmazione; l’integrazione delle risorse della dgr 408/2025 e l’armonizzazione della ripartizione delle stesse tra le Asl, eliminando le disparità territoriali; l’inserimento nella programmazione regionale di posti residenziali per minori, oggi assenti; un cronoprogramma per l’attivazione dei 56 posti residenziali indicati nella delibera 148/2026 e corrispondenti al fabbisogno stimato dalla Regione stessa.
“Gli adulti autistici abruzzesi – concludono da Autismo Abruzzo – non sono numeri da spostare fuori bilancio: sono cittadini. E ogni giorno in cui la Regione rimanda sta scegliendo, consapevolmente, di mandarli via, invece di costruire qui il loro futuro e di assumersi una responsabilità che oggi continua a scaricare sulle famiglie”.
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