Sir Susa Scai, tutto l’entusiasmo di Cappadona: «Essere a Perugia un sogno che si avvera»

Un’occasione da non perdere. Che vale come un’assicurazione sul proprio futuro. Per Stefano Cappadona l’annata 2026-2027 non sarà come tutte le altre. Perché può assumere i contorni di un primo vero trampolino di lancio. Perché è quella in cui esordirà in Superlega dopo i proficui trascorsi in Serie A3 a Castellana Grotte.
Perché avrà la possibilità di studiare da vicino chi, nel suo ruolo ma non solo, rappresenta il massimo riferimento a livello mondiale: Simone Giannelli. Ecco allora che il classe 2005 originario di Cosenza si gioca tanto in maglia bianconera. Anche se di spazio ne avrà poco dato che la casella di palleggiatore è occupata dal totem bolzanino.
Nessuna ansia Ma la testa di Cappadona è quella giusta. Il 21enne sa cosa lo aspetta e non vede l’ora di mettersi in gioco. «Essere a Perugia è una grande soddisfazione – racconta –. Con coach Lorenzetti abbiamo parlato a lungo verso giugno. Sa che il mio ruolo sarà importante ma anche difficile, mi ha voluto rasserenare facendomi capire che il momento di mettersi in mostra arriva per tutti e che dovrò vivere il momento senza particolare ansia ma con la giusta dose di serenità».
Emozione Quella che accompagna Cappadona nei primi giorni da Block Devil. Unita, ovviamente, all’emozione di trovarsi in uno dei club più importanti al mondo. «Entrare al PalaBarton Energy mi ha fatto un certo effetto così come vedere il taraflex tricolore. È un momento che aspettavo da tutta l’estate. Ho trovato un ambiente che ti stimola molto, voglio dare il cento per cento di me stesso ogni giorno».
Sir nel destino Cappadona riavvolge poi il nastro a quando la Sir ha “bussato” alla sua porta. «È iniziato tutto diversi mesi fa. Quando mi è arrivata voce dell’interesse di Perugia non ho esitato un attimo. Esordire in Superlega con una squadra così è il sogno di qualsiasi giocatore. Fin da quando si è piccolini. Ricordo che ho assistito dal vivo ad una vittoria della Sir: la Supercoppa. Era il 2019, avevo quattordici anni».
Riferimento All’epoca, Giannelli era già una star di livello mondiale. Cui Cappadona cercherà di “rubare” il più possibile i segreti del mestiere. «Allenarmi insieme ad un giocatore così è molto importante. L’ho sempre seguito. Cercherò di apprendere il più possibile».
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