Trentino Alto Adige/Suedtirol

Sindacati, sospeso lo sciopero nelle ferrovie dell’11 giugno – CRONACA



I sindacati confederali sospendono lo sciopero di 8 ore dell’11 giugno nelle ferrovie, legato alle gare dei servizi Intercity. 

È quanto emerge oggi pomeriggio, 9 giugno, dopo il tavolo al Mit. Presenti al tavolo, presieduto dal viceministro Edoardo Rixi, le sigle Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti, Orsa trasporti e Fast.

La protesta era stata indetta da tutti i sindacati confederali, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti con Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti, secondo i quali “il governo ha scelto di ignorare le richieste sui rischi derivanti dalle future gare ferroviarie intercity, dove è emersa la volontà del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di suddividere in tre lotti non equivalenti, anziché in un unico lotto”.

Una decisione definita “un vero e proprio attacco al sistema Paese”.

Ma poco dopo la proclamazione, lo stesso ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha fatto sapere “che i tecnici del Mit sono al lavoro già da tempo, su indicazione diretta del ministro Matteo Salvini, per risolvere il problema ed evitare la mobilitazione”, sottolineando che “la richiesta dei lavoratori è condivisibile”.

Il nodo è la formula scelta per l’affidamento con il possibile arrivo di altri operatori a gestire il servizio e condizioni diverse per i lavoratori.

“L’assenza nelle gare di clausole sociali vincolanti, l’incertezza sugli investimenti infrastrutturali e un processo di liberalizzazione che rischia di scaricare i costi su lavoratrici, lavoratori e cittadini sono segnali che potrebbero aprire la strada ad una stagione di dumping contrattuale, accompagnata da una riduzione dell’offerta commerciale, a causa del congestionamento della rete e dalla frammentazione del servizio, con inevitabili ripercussioni sulla qualità del trasporto ferroviario reso all’utenza”, sostengono i sindacati che si dicono pronti al confronto e sperano ancora su un passo indietro per quanto riguarda le modalità della gara.

“Le nostre richieste in merito al bando di gara non sono negoziabili”, diceva la segretaria generale della Fit-Cisl, Monica Mascia; “Il ricorso alla gara e la frammentazione del servizio non possono essere presentati come un obbligo imposto dall’Europa, poiché proprio la normativa Ue consente allo Stato di adottare un modello unitario o fortemente integrato, quando più coerente con continuità territoriale ed efficienza del sistema”.

“Lo sciopero riguarda sia la questione delle gare sia degli investimenti infrastrutturali nel settore, che, dopo il Pnrr, sono a rischio”, spiegava il segretario generale della Filt Cgil Stefano Malorgio sottolineando che: “sarebbe ora di avere norme che indichino il contratto di riferimento per coloro che investono in Italia”.

Rixi aveva replicato: “Noi siamo assolutamente d’accordo con il lotto unico. Il problema è che abbiamo ereditato un piano non nostro dove c’era una previsione di più lotti. Stiamo rimodulandolo per avere il lotto unico, condividiamo il fatto che sia più conveniente per il nostro paese”, quindi “lo sciopero è un po’ surreale, condividendo il governo le richieste dei sindacati, rischiamo di scioperare contro noi stessi. Stiamo chiedendo la stessa cosa che vogliono i sindacati”, aveva concluso i.




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