Economia

Siderurgia, il biometano entra in fabbrica


Il biometano entra nella siderurgia e lo fa partendo da Brescia, con un accordo che prova a trasformare una sperimentazione locale in un possibile modello industriale. Feralpi Group, attraverso Acciaierie di Calvisano, ha siglato il primo contratto di fornitura su scala territoriale con AB Ambiente, società agricola del gruppo AB, aprendo una nuova fase nel percorso di decarbonizzazione dei settori energivori.

L’operazione nasce da una convergenza tra industria e filiera agricola, sostenuta da Confindustria Brescia e dal Consorzio Ramet, in collaborazione con il Consorzio Italiano Biogas, che riunisce circa 850 produttori. Un lavoro di coordinamento che ha reso possibile l’incontro tra domanda industriale e offerta energetica in un contesto normativo ancora in evoluzione.

Per il gruppo siderurgico, l’introduzione del biometano rappresenta una leva concreta per ridurre le emissioni, sostituendo progressivamente i combustibili fossili nei processi produttivi. Il tema è centrale soprattutto per i comparti cosiddetti “hard-to-abate”, dove le alternative tecnologiche sono ancora limitate e la riduzione delle emissioni richiede soluzioni immediatamente disponibili. In questo quadro, il biometano si distingue per la capacità di abbattere la CO2 senza modifiche radicali agli impianti esistenti.

Al momento, però, i volumi restano contenuti: le forniture coprono tra il 10% e il 20% del fabbisogno complessivo, frenate da limiti regolatori e dalla capacità produttiva ancora insufficiente. Nonostante questo, l’accordo assume un valore sistemico perché definisce un precedente replicabile per il comparto metallurgico e, più in generale, per l’industria ad alta intensità energetica.

Uno degli elementi chiave è il rafforzamento della filiera corta. Il progetto valorizza infatti la riconversione degli impianti di biogas presenti sul territorio, trasformandoli in asset in grado di produrre biometano e immetterlo direttamente nella rete. Una dinamica che contribuisce non solo alla decarbonizzazione, ma anche alla sicurezza energetica, tema tornato centrale alla luce delle tensioni geopolitiche degli ultimi anni.

“L’obiettivo è consolidare il percorso di decarbonizzazione, incrementando progressivamente l’impiego di biometano insieme all’elettrificazione dei processi industriali”, spiega Giovanni Pasini, consigliere delegato di Feralpi Group. “Si tratta di un tassello di una strategia più ampia, basata su più leve. L’esperienza può rappresentare un primo caso positivo per il settore, dimostrando come la cooperazione tra filiere renda possibile raggiungere obiettivi di sostenibilità partendo dalle risorse locali”.

Sulla stessa linea Angelo Baronchelli, presidente del gruppo AB, che sottolinea il valore sistemico dell’iniziativa: “È un primo passo concreto nella decarbonizzazione di un settore strategico come la siderurgia. Il biometano è una leva chiave: è una fonte rinnovabile prodotta in Italia, espressione dell’economia circolare, che contribuisce alla sicurezza e all’indipendenza energetica”.

Determinante anche il ruolo di accompagnamento svolto da Confindustria Brescia. “Il percorso è stato complesso”, conclude il vicepresidente Giovanni Marinoni Martin. “Il settore si è confrontato con un quadro normativo articolato, che ha richiesto un lavoro continuo di dialogo per rendere possibile l’incontro tra consumatori industriali e produttori”.


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