Puglia

Si ostenta ciò che manca

Nei momenti in cui le campagne elettorali impazzano e spesso fanno impazzire, emergono le persone. E lo abbiamo visto nelle scorse settimane, con la pletora di candidati che, nelle città chiamate al voto, azzardando un piano marketing e comunicazione, ha sfoggiato tutti i punti di forza, e pseudo tali, comunicando sui social a tutte le ore del giorno e della notte.

Ovvio che già la parola stessa di “candidato” ci manda in confusione, tutti sono candidi e onesti, evito sfoggio etimologico stucchevole. Vedo sfoggiare il valore della famiglia; se intercorre la festa della mamma si valorizza la propria mamma o il proprio essere mamma, in una ritualità della casa, la mamma che cucina, che abbraccia e intreccia sguardi amorevoli con i propri figli.

Insomma tutti i candidati oltre ad essere onesti, sono dediti alla famiglia, sia nella sfera della coniugalità che in quella della genitorialità. Ma questa comunicazione ormai ha sostituito la realtà che si amministra davvero tra la gente e non sui social. Nell’epoca dei social si fanno dichiarazioni d’amore in rete. Non basta farle in intimità, in pigiama mentre si condivide un caffè in soggiorno?

Ostento dunque sono. La fragilità di questo sistema ha influenzato le abitudini anche di chi va in campagna, pure lì, gli alberi di ulivo o gli orti di broccoli danno notorietà. Tutto vero? O tutto virtuale? Affidiamo i nostri percorsi a chi sui social elabora tramite AI anche la propria immagine. Quindi quello che si vorrebbe essere diventa realtà senza un grande impegno e senza sforzi, ma attraverso una illusione. Se è vero che si ostenta ciò che manca, ognuno tragga le proprie conclusioni. Sicuramente sono preoccupato di capire una cosa importante: mentre siamo impegnati a postare, chi occupa il nostro posto in nostra assenza?

Ovvero chi lavora mentre postiamo? Chi fa il padre e la madre mentre postiamo? Chi occupa il posto di marito o moglie mentre postiamo? Qualcuno direbbe non sono contenuti in contraddizione, possono coesistere. Peccato che ci mancano gli abbracci, i coraggiosi esempi, anche silenziosi, i faticosi risultati senza fragorosi applausi. Siamo pervasi dall’amara consapevolezza che da certi esempi non abbiamo nessuna possibilità di imparare. Prima di vedere cosa succede negli altri chiediamo a noi stessi cosa siamo diventati. La semplicità del vivere ha ceduto il posto all’angoscia di esistere e di mostrarsi quotidianamente per non correre il rischio di sentirsi dimenticati.

Saverio Costantino, Psicologo e Psicoterapeuta

Note biografiche sull’autore
Il dottor Saverio Costantino è uno psicoterapeuta familiare e psicologo della riabilitazione psichiatrica. I suoi numerosi contributi alla letteratura psicologico-psichiatrica sono presenti in varie riviste di settore e non.


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