Sì al confronto, ma partendo dai territori e dai programmi

Amministrative 2027, M5s: “Sì al confronto, ma partendo dai territori e dai programmi”
Il coordinatore provinciale del Movimento 5 stelle di Modena, Massimo Bonora, risponde alla proposta di aprire un confronto tra le forze progressiste in vista delle elezioni amministrative del 2027. La disponibilità c’è, ma con alcune condizioni precise.
“Come Movimento 5 stelle siamo disponibili a discutere e a contribuire alla costruzione di proposte competitive nei Comuni chiamati al voto” – si legge nella nota diffusa venerdì 4 settembre 2026 -. “Crediamo però che questo percorso debba partire da un presupposto chiaro: non esistono formule valide ovunque, né coalizioni o candidature che possano essere decise in anticipo e poi semplicemente trasferite sui territori”.
Programmi prima delle alleanze
Il punto centrale per il M5s è la priorità dei contenuti rispetto alle logiche di coalizione. Bonora elenca i temi ritenuti fondamentali: sanità e servizi pubblici, lavoro e salari, tutela dell’ambiente e contrasto al consumo di suolo, diritto alla casa, mobilità sostenibile, attenzione alle fragilità sociali, trasparenza e qualità dell’amministrazione pubblica.
Su queste basi, il Movimento si dice pronto al confronto con il Partito democratico, Alleanza verdi e sinistra “e con tutte le forze che intendono costruire un’alternativa seria alla destra”.
Anche sul tema delle candidature, Bonora esclude automatismi: “Prima si definisce il progetto per una comunità, poi si individua la persona più credibile e capace di rappresentarlo”.
Il caso Vignola come monito
A sostegno di questa impostazione, il coordinatore cita l’esperienza recente di Vignola, che dimostrerebbe come “non esistono più vittorie garantite né appartenenze politiche sufficienti, da sole, a convincere gli elettori”.
Il M5s guarda quindi con favore a un confronto a livello provinciale, a patto che sia “realmente aperto, rispettoso dell’autonomia delle diverse forze politiche e finalizzato a rafforzare, non a comprimere, il pluralismo della coalizione”.
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