Veneto

Senzatetto nei loculi del cimitero. Il numero di chi non riesce a pagare un tetto è in aumento

Modena, una delle città considerate più prospere d’Italia, si trova oggi a fare i conti con un fenomeno che racconta l’altra faccia della ricchezza: l’emergenza abitativa. Negli ultimi mesi è emerso un caso che ha scosso l’opinione pubblica locale, quello dei senzatetto che, non trovando un luogo dove trascorrere la notte, finiscono per dormire nei loculi vuoti del cimitero cittadino. A raccontarlo al quotidiano La Gazzetta di Modena una signora che faceva visita ai defunti. La donna, recandosi a far visita ai propri defunti, ha notato presenze insolite e segni evidenti di pernottamento. Ma per chi da anni opera nel sociale, questa non è una rivelazione: è la fotografia di un problema noto e in peggioramento.

Secondo Alberto Caldana dell’associazione Porta Aperta, realtà storica dell’accoglienza modenese, la situazione è ormai critica. Le persone ufficialmente censite come senza dimora sarebbero circa 250, ma le stime interne parlano di numeri ben più alti, nell’ordine delle centinaia. Molti non rientrano nelle statistiche perché non si rivolgono ai servizi, oppure vivono in condizioni di precarietà tali da non essere intercettati. «Essendoci il cimitero vicino, è probabile che alcune persone si fermino lì per mangiare o lavarsi – spiega Caldana –. Ma il tema è molto più ampio: l’emergenza abitativa cresce e le nostre strutture non bastano».

Durante i mesi invernali, il Comune e le associazioni aumentano i posti letto disponibili, ma la richiesta supera puntualmente l’offerta. A confermarlo è Alessandra Camporota, assessora alla sicurezza e alla coesione sociale: «Abbiamo attive le Unità di strada che cercano ogni giorno di contattare e assistere chi vive all’aperto, ma c’è anche chi rifiuta l’aiuto. Le ragioni sono molteplici: sfiducia, fragilità personali, paura delle regole dei dormitori».

Se la marginalità estrema è il volto più evidente del disagio, il problema riguarda però un numero crescente di persone che un lavoro ce l’hanno, ma non riescono a sostenere un affitto. Secondo un’indagine Sunia-Cgil, nell’ultimo anno il costo di una stanza a Modena è aumentato del 30%. Una percentuale che, tradotta nella vita quotidiana, significa stipendi erosi dalle spese e la crescente impossibilità di trovare un alloggio dignitoso. Gli operatori del sociale lo ripetono da tempo: la nuova povertà è fatta di lavoratori che si ritrovano improvvisamente senza casa, schiacciati da affitti troppo alti e da un mercato immobiliare sempre più inaccessibile.

Così anche una città ricca scopre la propria fragilità, e il cimitero diventa, per alcuni, l’ultimo rifugio possibile. Una fotografia dura, che pone con urgenza il tema del diritto all’abitare come priorità sociale.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »