Marche

il proprietario dell’ovino è stato condannato a pagare 84mila euro


CINGOLI Colpisce in pieno una pecora mentre è in sella alla sua moto Honda, motociclista chiede 193.710 euro di risarcimento. In primo grado il giudice, ritenendo che fosse stato lui a guidare in maniera imprudente, aveva rigettato la domanda risarcitoria, ma il motociclista ha presentato appello e i giudici della Corte hanno riconosciuto la responsabilità del proprietario dell’ovino per un 60% condannandolo a pagare 84.851 euro (a cui vanno tolti gli 8.700 euro già versati come acconto).

La vicenda

L’incidente era avvenuto verso le ore 14 del primo novembre del 2013 a Cingoli lungo via Cicerone, il motociclista in sella alla sua Honda era uscito da una curva e stava percorrendo la strada in moderata discesa quando si era trovato una pecora davanti. Non era riuscito né a frenare né ad evitarla e dopo l’impatto con l’animale la moto era finita a terra percorrendo circa 50 metri strisciando sulla fiancata.

Dopo l’incidente il motociclista aveva chiesto al proprietario dell’animale il risarcimento dei danni subiti sostenendo che il repentino movimento dell’ovino che si era staccato dal gregge e si era diretto velocemente verso la strada gli aveva impedito di evitare l’impatto. Quella della pecora, a suo dire, sarebbe stata dunque un’imprevedibile immissione sulla strada evitabile solo se ci fosse stata una vigilanza da parte del proprietario.

In primo grado però il giudice aveva ritenuto che proprio l’assenza di franata e di una manovra di emergenza da parte del motociclista dimostrerebbero la condotta di guida imprudente del conducente, «tale da poter far superare anche la presunzione di responsabilità del proprietario dell’animale». Perplessità sarebbero state sollevate anche sulla repentinità del movimento di quello che il giudice aveva definito un «mansueto ovino».

Il motociclista, però, ha proposto appello portando una serie di elementi che a suo dire non erano stati ben valutati dal giudice di primo grado, tra cui i verbali dei carabinieri e il fatto che i militari avessero sanzionato amministrativamente il proprietario (riconoscendone di fatto una responsabilità) e che la sanzione non era stata neppure opposta. La Corte d’Appello ha riconosciuto dunque la responsabilità dell’allevatore ma per il 60% e lo ha condannato a pagare circa 84mila euro di risarcimento al motociclista.




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