Veneto

sei nuovi firmatari per il patto di ripristino ecologico

Il Patto per le azioni di ripristino ecologico della Laguna di Venezia si arricchisce con l’adesione di sei nuovi soggetti firmatari. Tra di essi figurano il Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, l’Ekos Club, un’associazione dedicata alla tutela del Lazzaretto Nuovo, e l’iniziativa Venice Lagoon Plastic Free.

Questi nuovi membri si uniscono agli enti già presenti, che avevano sottoscritto il Patto lo scorso febbraio: l’Autorità per la Laguna di Venezia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, il CORILA e il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC).

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Scopri come fare

Questa espansione del Patto avviene in un contesto di rinnovamento del Programma delle Azioni del Contratto di Area Umida per la Laguna Nord di Venezia, previsto per il quinquennio 2026-2030. In questo nuovo ciclo, il CORILA avrà il compito cruciale di consolidare e ampliare il coinvolgimento degli stakeholder, un percorso già avviato nel precedente programma d’azione. L’obiettivo è quello di promuovere l’adesione di ulteriori soggetti al Patto e rafforzare la rete di collaborazione necessaria per il ripristino ecologico della laguna.

Il Patto ha origine nell’ambito del progetto europeo REST-COAST, parte del programma Horizon 2020. Esso è progettato per accompagnare e supportare gli interventi di ripristino delle barene lagunari, già attuati nella laguna centrale. Finora, sono stati interessati 138 ettari di superficie, con più di 21.000 metri lineari di margini consolidati e decine di nuovi varchi idraulici creati per favorire l’evoluzione naturale delle barene. Inoltre, sono state formulate 19 raccomandazioni tecnico-scientifiche che guideranno i futuri interventi di recupero ambientale.

I monitoraggi ambientali condotti nell’area di progetto hanno già cominciato a mostrare effetti positivi. Dall’inizio delle attività, si è registrato un incremento di oltre 13 ettari di praterie di fanerogame marine e sono state osservate 12 specie di uccelli acquatici nidificanti, sei delle quali protette dalla Direttiva Uccelli. Questi risultati evidenziano l’importanza e l’efficacia delle azioni intraprese, nonché la necessità di continuare su questa strada.

Pierpaolo Campostrini, Direttore Generale di CORILA, ha sottolineato l’importanza di questo momento, definendo l’adesione dei nuovi soggetti come una chiara dimostrazione della possibilità di costruire una collaborazione proficua tra istituzioni e società civile per la salvaguardia della laguna. “Se costruire un dialogo su basi rigorose tra istituzioni e società civile non è mai stato semplice, oggi possiamo dire che la strada è tracciata e che è evidente la possibilità, anche in ambito scientifico, di comunicare di più e meglio, senza perdere autorevolezza”, ha commentato Campostrini.


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L’impegno del CORILA non si limita a promuovere il dialogo; la sua missione è di costruire ponti tra i cittadini e le istituzioni, affinché ogni decisione sia basata su solide evidenze scientifiche. Questa sinergia è fondamentale per affrontare le sfide ambientali che la Laguna di Venezia deve affrontare.

In sintesi, l’ampliamento del Patto per il ripristino ecologico rappresenta un passo significativo verso la salvaguardia della Laguna di Venezia. Attraverso la collaborazione tra enti pubblici, associazioni e cittadini, si punta a creare un futuro più sostenibile per questo prezioso ecosistema, consolidando al contempo le basi per ulteriori interventi di recupero e valorizzazione ambientale. La strada è tracciata, ma il cammino richiederà impegno e costanza da parte di tutti i soggetti coinvolti.


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