Marche

«Scadenza Pnrr ma la scuola Bacci è ancora un cantiere allo stato grezzo» Il Pd vuole risposte – Cronache Fermane

Loredana Marziali

Dopo la scuola dell’infanzia di Casette d’Ete, il Partito Democratico di Sant’Elpidio a Mare, guidato da Loredana Marziali, torna a puntare l’attenzione sull’edilizia scolastica, questa volta sulla nuova scuola Bacci.

«È scaduto a giugno il termine entro il quale avrebbero dovuto concludersi i lavori finanziati dal Pnrr relativi alla nuova scuola Bacci. Entro agosto dovrà essere presentata la rendicontazione di quanto realizzato e la normativa prevede che essa attesti il completamento dei lavori e la piena funzionalità dell’opera. È evidente che, nel caso della scuola Bacci, così non è: il cantiere è ancora allo stato grezzo del cemento armato. Su questa vicenda siamo intervenuti fin dall’inizio, sin da quando il progetto fu approvato dalla precedente amministrazione Pignotti, esprimendo – fanno sapere il dem – tutte le nostre perplessità sulla modalità di realizzazione scelta. Per la scuola Bacci di Sant’Elpidio a Mare ci è stato ripetutamente sostenuto dagli uffici competenti che la ricostruzione dovesse avvenire esclusivamente sul sedime del vecchio edificio e quindi solo dopo la sua demolizione. Abbiamo invece dimostrato, più volte in Consiglio comunale attraverso interrogazioni e interventi, che tale interpretazione non era corretta. Per “ricostruzione nello stesso luogo”, infatti, si intende l’intero lotto di pertinenza della scuola. Ne è prova il caso della Provincia di Fermo che, con la stessa linea di finanziamento Pnrr, ha realizzato la nuova scuola Polo Carlo Urbani di Porto Sant’Elpidio costruendola nell’area dei parcheggi esistenti, rinviando la demolizione del vecchio edificio a una fase successiva».

«Questa scelta ha consentito agli studenti di continuare a frequentare regolarmente la scuola senza alcun disagio e senza costi aggiuntivi per l’amministrazione, permettendo nel frattempo di procedere più rapidamente con i lavori e rispettare le scadenze previste. Per la scuola Bacci, invece, è accaduto l’esatto contrario. Al di là delle responsabilità dell’amministrazione che ha accettato questa impostazione, è stato imposto un percorso inverso: prima la demolizione della vecchia scuola e solo successivamente la costruzione della nuova, costringendo gli studenti a essere trasferiti in sedi provvisorie. Gli alunni della scuola media sono ormai da tre anni ospitati in un villaggio di container, con tutti i disagi che ciò comporta: caldo, freddo, rumori continui e condizioni certamente non ideali per lo svolgimento delle attività didattiche. Basti pensare che, durante le lezioni, anche il semplice utilizzo dei servizi igienici provoca rumori percepibili in tutte le aule. A questi disagi si aggiungono i costi. Se è vero che il noleggio dei container, pari a circa 250 mila euro l’anno, e l’affitto della Bartolucci altri 50 mila euro circa, sono stati finora coperti dallo Stato, tutte le opere necessarie per la loro urbanizzazioni, reti fognarie, allacci di acqua ed energia elettrica, asfaltature e sistemazioni varie, sono stati a carico del Comune, a cui si aggiungono i costi sostenuti per la sistemazione della scuola primaria presso l’ex Bartolucci. Risorse superiori ai 200 mila euro che non verranno recuperate al termine dei lavori. L’aspetto più grave, però, riguarda il mancato rispetto delle scadenze. Alla data prevista non sarà possibile presentare una rendicontazione attestante una scuola completata e funzionante. Il Governo ha già fatto sapere che non sono previste proroghe. Di conseguenza resta aperto un interrogativo fondamentale: cosa accadrà ora? Il Comune – incalza il Pd – perderà la parte residua del finanziamento, parte dei circa 12 milioni di euro ottenuti durante l’amministrazione di centrosinistra guidata da Terrenzi? Oppure, ipotesi ancora più preoccupante, lo Stato potrebbe chiedere la restituzione anche delle somme già erogate sulla base degli stati di avanzamento dei lavori? In quest’ultimo caso il rischio per le finanze comunali sarebbe enorme, ben più grave della vicenda Italgas, sulla quale tanto si è discusso. Forse sarebbe opportuno informare i cittadini su questo problema reale, anziché su emergenze costruite ad arte. Siamo quindi in attesa di conoscere quale sarà il destino di questo intervento. Resta infine un’ulteriore questione: qualora i lavori fossero prorogati, chi sosterrà i costi degli affitti dei container e della scuola Bartolucci?  Lo Stato si farà ancora carico di queste spese dovute alle inadempienze dei Comuni? Parliamo, nel nostro caso, di circa 300 mila euro l’anno. I cittadini attendono risposte perché hanno il diritto di sapere quali saranno le conseguenze economiche e amministrative di una vicenda che rischia di pesare enormemente sul futuro del Comune».


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