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Scudo attivo sui tank Type 96A: così la Cina scherma i carri contro droni e missili

La Cina ha aggiornato i propri mezzi corazzati puntando sulla cosiddetta protezione attiva. L’introduzione del sistema GL6 sui carri armati Type 96A dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) rappresenta un segnale chiaro: Pechino vuole rendere più resilienti anche i mezzi di seconda linea, adattandoli a minacce nuove come droni e missili anticarro. Ecco che cosa sappiamo.

La Cina aggiorna i suoi tank

Secondo quanto riportato dal portale Asian Military Review, l’aggiornamento riguarda in particolare i Type 96A in servizio nel Teatro Orientale del PLA, una delle aree più sensibili per le operazioni militari cinesi, anche in ottica Taiwan. Che cos’è il sistema GL6? È composto da lanciatori montati sulla torretta, guidati da radar e sensori elettro-ottici in grado di individuare minacce in arrivo da diverse direzioni.

Funziona così: una volta rilevato il pericolo, il sistema attiva intercettori che distruggono fisicamente il proiettile o il drone prima dell’impatto. Il Type 96, entrato in servizio negli anni Novanta come soluzione temporanea prima dell’arrivo del più avanzato Type 99, è sempre stato considerato un carro di seconda generazione.

Tuttavia, la sua relativa leggerezza lo rende ancora utile in scenari specifici, come operazioni anfibie o rapide proiezioni di forza. L’integrazione del GL6 consente di aumentare la protezione senza incidere troppo sul peso, mantenendo quindi la mobilità operativa. Il sistema è progettato per coprire un raggio di 360 gradi e può contrastare razzi, missili e anche droni che attaccano dall’alto, una minaccia sempre più diffusa.

La strategia di Pechino

I test fin qui effettuati mostrano che, pur neutralizzando il bersaglio, alcuni detriti possono comunque colpire il veicolo, rendendo il sistema più adatto a mezzi pesantemente corazzati. Il fatto che il GL6 venga installato su un carro non di prima linea suggerisce una strategia più ampia: standardizzare questa tecnologia su larga scala all’interno delle forze corazzate cinesi.

Il motivo è presto detto: l’adozione diffusa di sistemi di protezione attiva è ormai una priorità per molte forze armate, alla luce anbche di quanto osservato nel conflitto in Ucraina. In quel contesto, carri armati anche moderni si sono dimostrati vulnerabili a droni economici e sistemi anticarro portatili

Ultimo aspetto da considerare, l’impiego del Type 96A aggiornato in unità potenzialmente destinate a operazioni nello stretto di Taiwan indica una chiara attenzione a scenari ad alta intensità, dove la minaccia aerea e quella da

droni sono particolarmente rilevanti. Non è certo un caso che Pechino stia investendo sempre più in capacità integrate che combinano sensori, intelligenza artificiale e sistemi d’arma per aumentare la sopravvivenza sul campo di battaglia.


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