Piemonte

Scontri alla serata per Askatasuna, cariche della polizia e idranti in azione


Un corteo con cariche, scontri e lacrimogeni ha chiuso la giornata di manifestazione a Torino contro Stati Uniti e Israele e a sostegno dei «popoli liberi che resistono dalla Palestina all’Iran fino al Libano». Le tensioni si sono registrate tra antagonisti e forze dell’ordine che erano schierate nei pressi dell’ex centro sociale Askatasuna, in corso Regina Margherita 47.

Durante la “street parade” musicale partita da piazza Santa Giulia e organizzata dal comitato di quartiere “Vanchiglia Insieme”, poco dopo le 21.30, alcune centinaia di manifestanti hanno raggiunto la zona della palazzina sgomberata a dicembre. Un gruppo si è avvicinato alle grate dei mezzi blindati delle forze dell’ordine: ne sono seguiti lanci di oggetti e momenti di contatto con polizia e carabinieri. Per disperdere gli attivisti è stato utilizzato anche un idrante, con lancio di lacrimogeni.

Il primo corteo pro Palestina, indetto da Torino per Gaza, era invece partito nel pomeriggio da piazza Statuto. Dietro allo striscione “Viva la resistenza popolare. Torino partigiana. Free Palestine, free Lebanon, free Iran” ha attraversato il centro fino ad arrivare vicino all’ex sede di Aska in corso Regina. Una bandiera israeliana era stata strappata e calpestata davanti alla sede dell’Associazione Italia Israele, in via Pietro Micca, e i manifestanti avevano anche scritto sull’asfalto: “Israele genocida”. Sono stati poi bruciati fogli con stampate le bandiere di Stati Uniti e Israele.

In vista della manifestazione il prefetto Donato Cafagna aveva emanato due ordinanze, vietando vendita e detenzione di bottiglie di vetro e lattine, e vietando di manifestare con il volto coperto, o travisato con caschi, mascherine o passamontagna.


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