Toscana

Sciopero nazionale dell’industria:Cgil, Cisl e Uil alla manifestazione

Grosseto. Saranno presenti anche delle delegazione di Cgil, Cisl e Uil Grosseto alla manifestazione organizzata a Firenze in occasione dello sciopero generale dei settori industriali e manifatturieri proclamato dai sindacati confederati e in programma il prossimo 9 luglio.

Il sistema industriale e manifatturiero toscano sta vivendo una fase difficile, nonostante il buon andamento di alcuni comparti, come quello farmaceutico e dei metalli preziosi, ma una parte fondamentale dell’economia regionale è entrata in una fase di forte sofferenza che coinvolge migliaia di lavoratrici e lavoratori, centinaia di imprese e interi distretti produttivi.

Dai distretti del lusso alle aree manifatturiere tradizionali, si moltiplicano le riduzioni dei volumi produttivi, le sospensioni dal lavoro, il ricorso agli ammortizzatori sociali, i mancati rinnovi dei contratti a termine e le chiusure aziendali.

La situazione è particolarmente preoccupante nella filiera della moda. Analogamente, nelle filiere della meccanica e dell’automotive la riduzione dei volumi produttivi e l’incertezza degli investimenti stanno mettendo a rischio competenze altamente specializzate e produzioni strategiche per il sistema industriale regionale. La Toscana ospita importanti realtà della componentistica legata sia al settore automobilistico sia al settore motociclistico, comparti che oggi necessitano di politiche industriali capaci di accompagnare la transizione tecnologica senza disperdere occupazione e capacità produttiva.

“Con lo sciopero del 9 luglio – spiegano Monica Pagni (Cgil Grosseto), Simone Gobbi (Cisl Grosseto) e Federico Capponi (Uil Grosseto)chiediamo al Governo una vera politica industriale; alle associazioni datoriali e ai gruppi industriali chiediamo responsabilità; alla Regione chiediamo di accelerare il confronto sull’industria. Chiediamo la convocazione di un tavolo regionale sull’industria e sulle filiere produttive, che si articoli in specifici tavoli di confronto settoriali e distrettuali, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e datoriali, delle istituzioni locali e delle aziende. La situazione di crisi che sta vivendo il territorio riguarda anche la Toscana costiera, come dimostra la persistente crisi della siderurgia, con il polo di Piombino che continua a rappresentare una delle principali vertenze industriali nazionali, ancora priva di una soluzione sul piano produttivo, occupazionale e degli investimenti”.

Il rischio concreto è che vengano disperse professionalità, competenze e capacità produttive costruite in decenni di lavoro e investimenti.

A questa congiuntura, ormai strutturale, si sommano le criticità derivanti da una transizione ambientale ed energetica ancora priva di strategie industriali condivise e dall’affermarsi dell’intelligenza artificiale. “Se questa tecnologia rappresenta una straordinaria opportunità per accrescere la qualità del lavoro – aggiungo i segretari generali delle tre organizzazioni sindacali e la competitività del sistema produttivo, in assenza di regole e di una governance condivisa rischia di tradursi in una riduzione dell’occupazione e nella svalorizzazione di alcune professionalità, mettendosi al servizio del contenimento dei costi e della massimizzazione dei profitti. Per questi motivi abbiamo proclamato lo sciopero per l’intera giornata e saremo in piazza a Firenze”.

Lo sciopero interessa i lavoratori e le lavoratrici delle imprese riconducibili ai comparti connessi alle attività manifatturiere (sezione Ateco C), alla fornitura di energia elettrica e gas, al servizio idrico integrato e alla gestione dei rifiuti (sezioni Ateco D ed E).


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