Società

Schedatura” delle attività su Islam nelle scuole, Flc Cgil: “Gravissimo”, ma il Ministero: “Era solo una richiesta di informazioni

Una nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito, recapitata agli uffici scolastici regionali e da lì ai dirigenti scolastici, chiedeva di segnalare con urgenza “iniziative dirette o indirette con esponenti del mondo islamico, imam, visite di moschee, dibattiti sul mondo islamico”.

La Flc Cgil ha parlato subito di “censimento” e “schedatura”, definendo l’iniziativa “un attacco ideologico all’autonomia scolastica” e “un fatto gravissimo”.

Oggi arriva la replica del Ministero, firmata dalla capo dipartimento Carmela Palumbo. “Nessun censimento o schedatura”, si legge nella nota. “Solo la doverosa e consueta raccolta di informazioni presso gli Uffici Scolastici Regionali” per rispondere a due risoluzioni parlamentari depositate alla VII Commissione della Camera. La prima, dell’onorevole Rossano Sasso (Futuro Nazionale), riguarda il rischio di “indottrinamento islamista”. La seconda, della onorevole Giovanna Miele (Lega), chiede invece il rafforzamento delle garanzie di pluralismo nelle scuole.

“Beh, finalmente è passato un anno da quando ho depositato questa risoluzione che intende frenare un’attività di propaganda islamista nelle scuole”, ha dichiarato Sasso ai microfoni di Orizzonte Scuola. “Prendo atto che il governo di centrodestra moderato, dopo 12 mesi, ha pensato di avviare degli approfondimenti”.

Il deputato non nasconde un certo sarcasmo. “Ma sono pieni i casi di cronaca. Io li ho anche forniti a corredo della mia risoluzione fin da un anno fa, quando ero nello stesso partito del ministro dell’Istruzione”. Un’affermazione che suona come un rimprovero, visto che Sasso apparteneva alla Lega prima di passare a Futuro Nazionale.

La rivelazione più interessante riguarda la dinamica parlamentare. “Oggi scopro che, dopo avermela bloccata per mesi e mesi, la maggioranza ha depositato una risoluzione simile alla mia, abbinandola perché forse ritiene questo atto impegnativo per il governo necessario”. In pratica, la risoluzione di Sasso sarebbe rimasta ferma per quasi un anno nei meandri della Camera, per poi essere affiancata – e di fatto sostituita – da un testo analogo presentato da altri gruppi della maggioranza.

“Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia copiano un’iniziativa di Futuro Nazionale”, commenta Sasso.

Il Ministero, poi, si trincera dietro le procedure: l’istruttoria serve a predisporre una risposta tecnica a due atti parlamentari, non a monitorare le scuole. La richiesta di informazioni, nella sostanza, sarebbe un atto dovuto.

Ma il sindacato non ci sta. “Apprendiamo con sconcerto della richiesta”, aveva dichiarato la Flc Cgil in una nota precedente. “Invece di promuovere dialogo e inclusione, il Ministero preferisce alimentare il sospetto, calpestando il pluralismo culturale che dovrebbe essere alla base della missione della scuola costituzionale”. E aveva aggiunto: «Mobilitare gli uffici scolastici regionali e i dirigenti per monitorare se le scuole hanno ospitato tematiche interculturali evoca dinamiche di controllo del tutto estranee ai principi costituzionali».

La tensione è tutta qui: da un lato, il Ministero che rivendica la normalità di un’istruttoria tecnica. Dall’altro, il sindacato che legge in quella circolare un’invasione di campo, un tentativo di mettere sotto osservazione l’autonomia scolastica e il lavoro educativo delle scuole.

A rendere la vicenda più delicata è il contesto: le risoluzioni parlamentari a cui il Ministero dice di dover rispondere parlano esplicitamente di “indottrinamento islamista”. Un termine che, da solo, porta con sé un’intera stagione di allarmi e polarizzazioni. Per il sindacato, rispondere a quelle risoluzioni con una circolare che chiede alle scuole di segnalare ogni iniziativa legata all’Islam significa già aver accolto quella cornice, invece di respingerla.

Il Ministero, dal canto suo, ribadisce che si tratta di “consueta raccolta di informazioni” e che nulla cambia nel rapporto tra Stato e scuole. Ma la circolare, per come è stata formulata e per l’urgenza con cui è stata trasmessa, ha aperto un fronte che non si chiuderà con una nota.


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