Marche

sarà demolita per il ponte Garibaldi

SENIGALLIA Firmato il decreto per liquidare 410mila euro per la cessione volontaria della sede della Federcaccia, da demolire per realizzare il nuovo Ponte Garibaldi. Con un recente provvedimento firmato dall’ingegner Stefano Babini, commissario straordinario alla ricostruzione, è stato compiuto un passo decisivo e fondamentale in vista dell’avvio dei cantieri sulle sponde del fiume Misa.

 L’accordo

Il decreto dispone la liquidazione della somma a favore della sezione comunale della Federazione italiana della caccia proprietaria dell’area dove sorge l’immobile. L’importo costituisce il corrispettivo pattuito a titolo di indennizzo per acconsentire alla cessione della struttura di via dei Portici Ercolani. Accordo raggiunto per evitare i tempi lunghi dell’esproprio. Lo spazio, di proprietà dell’associazione venatoria, risulta infatti indispensabile per la posa di una rampa di accesso al ponte. Il decreto emesso rappresenta la conclusione di un articolato percorso amministrativo, volto a evitare contenziosi e a snellire i tempi di esecuzione dell’opera. Il valore di 410mila euro era stato in precedenza valutato e dichiarato congruo dagli uffici tecnici del Comune di Senigallia, a cui era stato chiesto un parere.

Con la formale trasmissione dell’atto firmato dal presidente pro tempore dell’associazione, il commissario ha potuto autorizzare la liquidazione. La spesa troverà integrale copertura finanziaria a valere sulle risorse disponibili nella contabilità speciale. Rientra, infatti, nel quadro economico complessivo dell’intervento, il cui progetto esecutivo – approvato nell’aprile 2025 – ammonta a un valore totale di oltre 6,1 milioni di euro. I lavori per il nuovo Ponte Garibaldi sono stati affidati alla struttura territoriale regionale di Anas in qualità di soggetto attuatore. La formalizzazione del pagamento conferma, quindi, la volontà della struttura commissariale di procedere con la realizzazione dell’opera, attesa da anni. Il 15 settembre saranno ben quattro senza ponte, danneggiato dall’alluvione e poi demolito.

L’obiettivo resta quello di procedere celermente al completamento dell’opera infrastrutturale, restituendo a Senigallia un collegamento viario cruciale e moderno, progettato secondo i più elevati standard di sicurezza idraulica. Rimane tuttavia il braccio di ferro con le associazioni ambientaliste, fortemente contrarie. Dopo aver perso il ricorso al Tar, che ha respinto le loro istanze, hanno già annunciato che impugneranno la sentenza al Consiglio di Stato. Il ponte della discordia ha scatenato un forte dissenso ma nessuno, ancora, è riuscito a fermarlo.




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