Sant’Angelo del Pesco celebra la memoria dell’emigrazione con il romanzo ‘L’Italienne’ di Carmelina Carracillo | isNews
Nel 70esimo anniversario della tragedia di Marcinelle
SANT’ANGELO DEL PESCO. In occasione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle, drammatico simbolo dell’emigrazione italiana nel dopoguerra, l’Amministrazione Comunale e la Pro Loco di Sant’Angelo del Pesco – caratteristico borgo dell’Alto Molise situato al confine con l’Abruzzo – in collaborazione con Volturnia Edizioni, invitano la cittadinanza e la stampa alla presentazione del romanzo “L’Italienne” dell’autrice Carmelina Carracillo.
Storia dell’emigrazione italiana dopo i trattati Italia-Belgio del 1946, che stabilivano l’impiego di 50.000 lavoratori italiani (minatori) in cambio di forniture privilegiate di carbone per l’Italia del dopoguerra (accordo “uomini contro carbone”), seguendo le vicende di tre generazioni di italiani.
L’autrice Carmelina Carracillo – sociologa, scrittrice, saggista, sindacalista e donna molto impegnata nel sociale – è nata a Charleroi da genitori italiani (madre di Cerro al Volturno, padre di Castel San Vincenzo) ed ha già dato alle stampe “L’Italienne” in francese nel 1999. L’edizione 2026 dell’opera è stata invece tradotta in italiano e data alle stampe dalla Volturnia Edizioni. Nell’opera, apparentemente semplice narrazione-memoria di un processo di integrazione nella comunità belga non sempre del tutto riuscito, realismo e surrealismo si fondono insieme secondo la migliore tradizione belga.
La data dell’8 agosto non è affatto casuale: ricorre infatti esattamente il settantesimo anniversario del disastro minerario avvenuto l’8 agosto 1956 nel pozzo del Bois du Cazier a Marcinelle (Belgio), nel quale persero la vita 262 minatori, tra cui 136 italiani.
Tra le vittime di quella immane tragedia si annovera anche un concittadino di Sant’Angelo del Pesco, Felice Casciato, prematuramente scomparso nelle viscere della terra belga. Questo tragico evento storico lega profondamente la comunità altomolisana alla memoria dell’emigrazione e del lavoro nelle miniere, rendendo la presentazione dell’opera un momento di forte valore civile, storico e identitario.
Source link





