Umbria

Sanità, bocciata mozione per mantenere 2 Usl. Proietti: «Contrari per metodo»

di Chiara Fabrizi

Bocciata la mozione con cui i consiglieri regionali di centrodestra di Terni chiedevano alla giunta l’impegno al mantenimento delle due Usl, la numero 1 di Perugia e la 2 di Terni. L’atto è stato respinto con 13 voti contrari arrivati dai banchi del centrosinistra e 6 voti favorevoli espressi da quelli di opposizione. A innescare l’iniziativa dei consiglieri Enrico Melasecche (Lega), Eleonora Pace (FdI) e Laura Pernazza (Fi), la risposta arrivata dalla presidente di Regione Stefania Proietti nell’ambito di un punto stampa a Terni, durante il quale non ha smentito né confermato che col nuovo Piano sociosanitario l’Umbria potrebbe avere un’unica Usl regionale.

«Ribadisco che non smentisco né confermo semplicemente perché con sacrificio stiamo predisponendo la bozza del Piano e affrontando problemi frutto di una mancata pianificazione che risale al 2009, quindi non soltanto al governo di centrodestra che ci ha preceduti», ha detto Proietti in aula, aggiungendo: «Il Piano non si fa con le mozioni né con le delibere di giunta; in questa fase stiamo riflettendo sull’impostazione per arrivare a formulare le migliori proposte che saranno poi partecipate, motivo per cui il voto contrario è per il metodo, non per il merito».

A parlare anche l’assessore ternano Francesco De Rebotti: «Sono abituato a discutere a fronte di scelte che mi vengono sottoposte, ma ad oggi non c’è nessuna proposta per il Piano sociosanitario, motivo per cui questa discussione non ha senso». Per De Rebotti la «mozione somiglia molto all’ennesimo prolungamento di un dibattito artificioso, che avrà anche un suo senso politico, ma con cui si sta cercando di alimentare uno strappo (tra Terni e Perugia, ndr)».

La discussione sulla mozione è stata particolarmente turbolenta, coi toni che a più riprese hanno portato l’aula sull’orlo della bagarre. Per l’ex presidente Donatella Tesei (Lega) il contenuto dell’atto è chiaro: «Evitando distrazioni di massa, stiamo chiedendo all’aula di condividere un impegno semplice, ossia il mantenimento delle due Usl». Melasecche, nel corso dei lavori, ha invitato la maggioranza a «non arrampicarsi sugli specchi, perché – ha detto – questa mozione non preclude nulla», diversamente, per il consigliere della Lega, si procederebbe a «spennare ancora Terni».

Dure anche Pace e Pernazza. Per l’ex sindaco di Amelia «il voto alla mozione toglie qualsiasi alibi al centrosinistra: respingendo l’atto tenete volutamente Terni e provincia nell’incertezza». La consigliera narnese di Fratelli d’Italia, invece, rivolgendosi ai colleghi della maggioranza del Ternano ha parlato di «una responsabilità territoriale prima ancora che politica, perché nella nostra provincia la politica del carciofo è iniziata anni fa»: Pace ha anche proposto, invano, «una sospensione dei lavori in aula per trovare un punto di caduta».

Dai banchi di maggioranza è stato il consigliere Cristian Betti (Pd) a dire che la mozione col Piano ancora in bozza innesca «una discussione totalmente decontestualizzata, priva cioè di quelle analisi contesto che sono sono fondamentali in questa fase», mentre il collega ternano Luca Simonetti (M5s) ha parlato di un atto che «cavalca il populismo più becero», sottolineando come per la maggioranza «l’obiettivo sia mettere in sicurezza il sistema sanitario e per farlo – ha detto – dobbiamo avere le mani libere al fine di poter prendere le decisioni più opportune». Fabrizio Ricci (Avs) ha, invece, stigmatizzato come la «mozione sia stata firmata soltanto dai consiglieri di centrodestra ternani», anche se poi il voto favorevole lo hanno espresso anche gli altri, evidenziando che «del rischio di soppressione anche della Usl 1 di Perugia non parla nessuno, a conferma del campanilismo» celato nell’atto.

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