San Benedetto, rubate le cinte di Raffaella Carrà nell’allestimento alla Palazzina: bottino da 20mila euro. L’accusa: «Non c’è vigilanza»

SAN BENEDETTO – Furto alla Palazzina Azzurra durante la mostra ‘Rumore’ dedicata agli abiti di scena di Raffaella Carrà. Sono state trafugate due cinture in Swarovski del valore di oltre dieci mila euro, che facevano parte della collezione di alcuni costumi di scena esposti all’interno dell’esposizione, appartenuti alla showgirl e utilizzati nel corso della sua lunga carriera. Il furto è avvenuto con molte probabilità nei giorni scorsi, ma è stato scoperto solamente dopo grazie alcune fotografie pubblicate dai visitatori in cui è stata notata l’assenza delle cinture.
Gli abiti erano stati prestati da alcuni collezionisti privati. Il furto è stato scoperto durante i controlli di routine effettuati dal personale della mostra, che ha immediatamente segnalato l’anomalia e ha allertato il 112. L’area espositiva è stata successivamente ispezionata per verificare eventuali ulteriori mancanze o segni di effrazione, ma dopo un minuzioso controllo le due cinture sono risultate l’unico bottino dei ladri e non risultano segni di effrazione a porte e finestre. I carabinieri della compagnia di San Benedetto, coordinati dal comandante Francesco Tessitore, stanno effettuando tutti gli accertamenti anche di accessi non autorizzati alla struttura. La mostra, dedicata al percorso artistico di Raffaella Carrà e ai suoi costumi più celebri, è rimasta comunque aperta al pubblico per l’intera giornata, l’ultima da calendario.
La denuncia
I residenti denunciano la mancanza di impianto di videosorveglianza alla Palazzina Azzurra e nell’area che la circonda: «Davvero inqualificabile questa scelta di non dotare la struttura di un impianto di video sorveglianza tenuto conto che la Palazzina ospita nella sua attività annuale decine di mostre ed eventi di particolare interesse culturale e di valore economico non indifferente. È inaudito che la Palazzina Azzurra sia sprovvista di un sistema di video sorveglianza, è impensabile che nessuna amministrazione abbia previsto di dotare la struttura di un impianto adeguato» fanno notare i cittadini. E che questo furto non finisca nel dimenticatoio insieme ai precedenti.




