Reggio Calabria, le suggestive atmosfere di Notre Dame de Paris
A Reggio Calabria, dal 7 al 9 maggio, oltre 15 mila spettatori hanno riempito il PalaCalafiore nelle cinque repliche tra matinée e serali di Notre Dame de Paris. Una storia capace ancora oggi di avvolgere il pubblico in un abbraccio di musica, luce e poesia, con la forza eterna del suo incanto. Tutti i dettagli nelle interviste ai protagonisti.
REGGIO CALABRIA – «La pietra si fa statua, musica e poesia… e tutto sale su verso le stelle. Su mura e vetrate, la scrittura è architettura». È dai versi immortali de “Il tempo delle cattedrali”, che le note sembrano incendiare il cielo di Reggio Calabria. Il PalaCalafiore è stato avvolto dalla magia senza tempo di Notre Dame de Paris. Dal 7 al 9 maggio, con cinque repliche tra matinée e serali, il tempo ha smesso di scorrere per iniziare a vibrare al ritmo di una storia che continua ad avvolgere la Calabria in un abbraccio di luce e musica con la forza eterna del suo incanto.
Nell’arena, il silenzio si è trasformato lentamente in respiro collettivo, poi in stupore, infine in un’esplosione di applausi. Il celebre kolossal, prodotto da David e Clemente Zard, ispirato al celebre romanzo di Victor Hugo ha dimostrato ancora una volta di essere molto più di uno spettacolo teatrale: è un’opera monumentale che continua a propagare il proprio eco attraverso le generazioni, attraversando il tempo senza perdere forza, intensità e verità.
Le musiche immortali di Riccardo Cocciante restano un terremoto emotivo capace di scuotere l’anima fin dalle prime note, trascinando il pubblico in una storia fatta di desiderio, dolore, passione, ossessione e redenzione. Le liriche di Luc Plamondon, nella straordinaria traduzione italiana di Pasquale Panella, diventano confessione, ferite, rabbia, preghiere disperate lanciate verso il cielo di Parigi. La regia visionaria di Gilles Maheu costruisce una Ville Lumière che non esiste su alcuna mappa: è una città sospesa tra pietra e sogno, tra luce e vertigine con immagini che restano impresse negli occhi dello spettatore: corpi che si arrampicano sulle pareti e danzano nella penombra, campane che sembrano vibrare sulle teste del pubblico.
Le coreografie mozzafiato di Martino Müller, le scenografie imponenti di Christian Rätz, i costumi di Fred Sathal, le luci evocative di Alain Lortie: ogni elemento contribuisce a trasformare il palco in un universo sospeso tra medioevo e contemporaneità. L’allestimento, il più grande mai progettato per un musical, con un palco lungo 40 metri, rende ogni scena cinematografica. I movimenti di ballerini, breaker e acrobati sembrano scolpire l’aria.
Il cast di Notre Dame de Paris
Ad accendere definitivamente la magia ci pensa un cast che continua a custodire il cuore pulsante di questo capolavoro. Applauditi tutti gli storici protagonisti e i nuovi interpreti: Giò Di Tonno, immenso Quasimodo dalla voce graffiante e dalla presenza magnetica; Vittorio Matteucci, un Frollo tormentato, struggente, lacerato da una tensione morale che diventa destino. Graziano Galatone ha incarnato un Febo seducente e ambiguo; Elhaida Dani è stata un’intensa e luminosa Esmeralda; Matteo Setti continua a sorprendere nei panni di Gringoire. E ancora Angelo Del Vecchio, Gianmarco Schiaretti, Camilla Rinaldi, Beatrice Blaskovic, Alessio Spini, Luca Marconi, Massimiliano Lombardi e l’intero ensemble, capace di costruire uno spettacolo che continua a rinnovarsi senza perdere la propria anima originaria.
Standing ovation, applausi, emozione palpabile per Notre Dame de Paris a Reggio Calabria
Il pubblico calabrese ha risposto con un entusiasmo travolgente. Standing ovation interminabili, applausi incessanti, emozione palpabile. In platea e sugli spalti si percepiva qualcosa di raro: non spettatori, ma persone profondamente coinvolte nella storia. «Una risposta senza precedenti», racconta visibilmente commosso Giò Di Tonno. «Più il tempo passa e più cresce l’attenzione, cresce l’amore per questo spettacolo. È qualcosa che ci commuove ogni volta. Il pubblico calabrese ci ha regalato un calore trasversale, perché Notre Dame de Paris appartiene davvero a tutte le generazioni. È bellissimo vedere tanti giovani avvicinarsi al teatro, che oggi resta uno dei pochi luoghi dove esistono ancora pace, speranza e verità».
Parole che fotografano perfettamente ciò che si è respirato al PalaCalafiore durante queste serate: famiglie intere sedute accanto a ragazzi giovanissimi, spettatori cresciuti con Notre Dame de Paris vent’anni fa accanto a chi lo scopriva per la prima volta. Generazioni diverse unite dalla stessa emozione, dalla stessa energia travolgente nel cantare “Bella”, nel trattenere il fiato davanti alle acrobazie sospese sulle campane, nel lasciarsi travolgere da una storia che continua a parlare al presente con una forza disarmante. Perché dentro quest’opera vivono temi universali che non smettono di appartenere al nostro tempo e che, replica dopo replica, continuano a trovare spazio nel cuore del pubblico.
Anche Vittorio Matteucci sottolinea il legame speciale con questa terra: «È stato bellissimo ritrovare questo entusiasmo incredibile che il pubblico calabrese riesce sempre a regalarci. Qui c’è una passione vera per la musica e per il teatro. D’altronde siamo nella terra della Magna Grecia: credo che questa sensibilità artistica faccia parte del DNA della Calabria». In effetti il pubblico reggino non ha semplicemente assistito allo spettacolo: lo ha vissuto. Lo si percepiva negli sguardi, nei silenzi improvvisi durante le scene più intense, negli applausi “liberatori” dopo ogni brano. Una partecipazione emotiva rara, quasi fisica.
La forza generazionale di Notre Dame de Paris
Tra le testimonianze più toccanti c’è quella di Angelo Del Vecchio, che descrive il legame viscerale con quest’opera. Il suo racconto è il simbolo della forza generazionale di Notre Dame de Paris e di un sogno diventato realtà: da ragazzo sognava quel palco e oggi ne è protagonista: «Da ragazzino, ho praticamente consumato il DVD di Notre Dame. Avevo 12 o 13 anni quando ho iniziato ad appassionarmi a quest’opera. Ricordo una foto bellissima, molto simbolica: c’era una transenna che divideva i fan dagli artisti e io ero lì, da una parte, mentre Giò Di Tonno era dall’altra. Oggi quella foto ha un significato enorme per me. Ho la fortuna, il privilegio e il piacere di condividere questo ruolo con Giò».
Del Vecchio racconta anche il rigore richiesto dallo spettacolo: la disciplina fisica, la preparazione vocale impeccabile, la resistenza necessaria per affrontare doppie repliche e un ruolo intenso: «Il mio ruolo titolare sarebbe Clopin, ma c’è questa alternanza bellissima e significativa con Quasimodo. Ogni sera è una sfida enorme».
La portata storica del kolossal e la sua incredibile capacità di attraversare il tempo
Anche Luca Marconi sottolinea la portata storica del musical e la sua incredibile capacità di attraversare il tempo: «Riccardo Cocciante ha scritto un capolavoro. Ormai sono quasi venticinque anni che in Italia questo spettacolo continua ad avere un successo incredibile. In Francia quasi trenta. E viene riproposto in tutto il mondo, dalla Cina alla Corea. Sono musiche immortali».
Poi il ricordo più personale, quello che ancora oggi conserva intatto il sapore dell’emozione: «Il mio primo ricordo risale a quindici anni fa, quando sono stato scelto nel cast del decennale. Il momento in cui mi dissero “sei parte del cast” è stato probabilmente uno dei più emozionanti della mia vita. E ancora oggi, ogni volta che saliamo sul palco, affrontiamo un viaggio emotivo così profondo che ti resta dentro costantemente».
Il legame con la Calabria
Il legame con la Calabria emerge anche nelle parole di uno degli artisti più amati dal pubblico, Graziano Galatone: «Sono profondamente legato alla Calabria e ai calabresi. Qui è iniziata la mia carriera. Proprio grazie a questa regione mi sono trasferito a Roma, dove ho avuto l’opportunità di sostenere il provino per Notre Dame de Paris. Il pubblico di Reggio Calabria è straordinario: elegante, attento, abituato al teatro. Sia i giovani che gli adulti dimostrano grande sensibilità verso questo spettacolo».
Notre Dame de Paris: lo spettacolo con il più alto numero di biglietti venduti in Calabria
E i numeri confermano ciò che il pubblico ha percepito chiaramente: quello andato in scena a Reggio Calabria è stato un autentico trionfo. Oltre 15 mila spettatori in tre giorni e più di 100 mila presenze complessive nelle sei edizioni calabresi dal 2002 a oggi. Dati impressionanti che consacrano ancora una volta Notre Dame de Paris come lo spettacolo con il più alto numero di biglietti venduti in Calabria. Un successo celebrato anche dal promoter Ruggero Pegna, che ha riportato il kolossal in regione nell’ambito della quarantesima edizione di Fatti di Musica: «Notre Dame de Paris è una gemma del mio quarantesimo anno di grandi eventi. Grazie a tutti coloro che hanno reso questi tre giorni pura magia con uno degli spettacoli più belli di sempre».
Probabilmente, è proprio qui il segreto di questo musical. In un’epoca veloce, rumorosa, distratta, Notre Dame de Paris riesce ancora a fermare il tempo. A creare comunità. A ricordare che il teatro può essere rifugio, bellezza, verità. Proprio come canta Gringoire all’inizio dello spettacolo: la pietra si fa musica, poesia, eternità. E per tre giorni, sotto il cielo dello Stretto, quella magia è diventata realtà.
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