Scienza e tecnologia

Samsung avrebbe tagliato la produzione di smartphone del 20-30%: meglio vendere meno di questi tempi!

Samsung sta per produrre milioni di smartphone in meno rispetto a quanto previsto, e la ragione è una sola: la crisi delle memorie ha reso i suoi telefoni quasi impossibili da vendere in modo redditizio. Secondo quanto riportato dalla testata coreana Money Today, la divisione Mobile Experience di Samsung ha chiesto ai propri fornitori di tagliare i volumi produttivi tra il 20% e il 30% nell’ultimo trimestre dell’anno.

Il motivo è brutale nella sua semplicità: ogni smartphone venduto genera pochissimo profitto, se non addirittura nessuno, una volta conteggiati i costi crescenti di memoria e semiconduttori. Meglio produrre meno che vendere in perdita.

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Per capire la portata del problema, basta guardare i numeri. Secondo i dati di TrendForce citati nel report, il prezzo di 12 GB di memoria LPDDR5X (il tipo di RAM che troviamo nei telefoni di fascia alta) ha raggiunto circa 145-146 dollari nel secondo trimestre del 2026: un aumento del 175% rispetto all’anno precedente. E non è finita: le stime indicano un ulteriore rialzo del 20% nel terzo trimestre, con prezzi che potrebbero arrivare fino a 180 dollari per soli 12 GB.

Il problema è che i prezzi degli smartphone non possono salire alla stessa velocità dei componenti: il mercato non lo regge, i consumatori non lo accettano (dovrebbero imparare dalla benzina!). Risultato: i margini si assottigliano fino a sparire, e l’unica mossa sensata è fabbricare meno unità. Non è una novità assoluta, tra l’altro: Samsung aveva già perso soldi sugli smartphone per la prima volta in assoluto proprio a causa della crisi delle RAM.

Samsung aveva inizialmente puntato a produrre fino a 270 milioni di smartphone nel 2026. Con i tagli del quarto trimestre, la produzione annuale potrebbe fermarsi nella fascia bassa dei 200 milioni. Va detto che una flessione produttiva a fine anno è normale per Samsung, perché gli utenti tendono ad aspettare i nuovi Galaxy S che arrivano a gennaio e febbraio: ma questa volta il taglio è più marcato del solito, e le ragioni sono strutturali (e vanno ben al di là di Samsung), non stagionali.

Samsung non ha ancora confermato ufficialmente i numeri del taglio, ma le conseguenze le stiamo già vedendo: i Galaxy S26 hanno già subito aumenti di prezzo, e anche i Galaxy S27 si preannunciano più cari.

Il conto, alla fine, lo paga sempre chi compra.


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