Salvini non ferma la protesta. La Calabria resta in presidio
L’esito dell’incontro in Prefettura a Milano con Matteo Salvini e Edoardo Rixi. Il governo annuncia un miliardo e chiede di liberare strade e porti. Annunciato lo sblocco dei fondi e una riunione il 27 ottobre. Impegni sui pagamenti e nuove risorse ma il blocco in Calabria continua
COSENZA – MILANO – Il governo annuncia lo sblocco di un miliardo di euro di fondi e chiede agli autotrasportatori di liberare strade e porti. Dalla Sicilia è arrivato immediato lo stop ai blocchi, in Calabria invece serpeggia il malcontento e in tanti non vogliono interrompere la protesta. E infatti si andrò avanti almeno fino al 27 ottobre. La situazione è critica anche per i Comuni. Ieri, martedì 20 ottobre 2026, quello di Praia a Mare a sospeso “a data da destinarsi” il servizio di raccolta dei rifiuti per mancanza di carburante. Dal tavolo in Prefettura con Matteo Salvini e Edoardo Rixi di ieri, martedì 20 ottobre 2026, arrivano impegni sui pagamenti, nuove risorse e una verifica fissata al 27 ottobre. Ma le associazioni aspettano decreti ed erogazioni, mentre i blocchi continuano a mettere sotto pressione la distribuzione delle merci.
INCONTRO CON SALVINI NON CHIUDE LA PARTITA, IN CALABRIA LA PROTESTA CONTINUA
Salvini riconosce che l’incontro non chiude la partita: «È l’inizio di un percorso». Il vicepremier indica pagamenti destinati a 32 mila aziende, in partenza dal 21 ottobre e da completare entro novembre, e la ricerca di ulteriori 100-150 milioni. Il passaggio decisivo resta trasformare risorse già disponibili sulla carta in sostegno effettivo. Il ministro attribuisce ai vincoli burocratici il ritardo nello sblocco e rinvia al prossimo tavolo il controllo sull’avvio delle erogazioni.
GLI INTERVENTI PREVISTI
Il primo intervento riguarda circa 480 milioni per il credito d’imposta, contro i 430 inizialmente previsti. Secondo Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto, l’incremento consentirà alle imprese che hanno presentato domanda per i consumi da maggio ad agosto di recuperare integralmente il 70% dell’extracosto del gasolio. Un chiarimento che definisce la portata dell’aiuto: la copertura riguarda la quota agevolata del rincaro, non l’intera spesa per il carburante.
Salvini ha assicurato l’avvio dei pagamenti dal 21 ottobre, riferisce Paolo Uggè, presidente di Unatras. «Il ministro ci ha detto delle cose importanti», osserva, rinviando però al prossimo incontro il controllo sull’attuazione. La disponibilità delle somme dovrà tradursi in liquidità per aziende che attendono da mesi. Anche Conftrasporto lega il giudizio positivo alla realizzazione degli impegni: per i consumi di settembre e ottobre servono altri stanziamenti, da inserire in un decreto d’urgenza annunciato entro pochi giorni.
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RIXI ILLUSTRA GLI INTERVENTI
Rixi indica oltre 150 milioni di nuove risorse tra credito d’imposta per l’autotrasporto e interventi sull’Ets, destinati a contenere l’aumento dei noli marittimi. Il peso dei collegamenti via mare, sottolinea, ricade soprattutto sulle isole e sulle imprese che trasportano prodotti verso il continente. «I tempi sono rapidissimi. Ieri abbiamo fatto il confronto col Mef e le risorse le ha messe a disposizione», assicura il viceministro. Ammette però che in alcuni casi esistono problemi di cassa, anche per gli interventi già sostenuti per calmierare il gasolio.
IL PACCHETTO
Nel pacchetto Rixi comprende anche lo sblocco di 590 milioni per rinnovare il parco mezzi. È un capitolo distinto dagli aiuti sui consumi: il confronto con l’Europa riguarda pure la richiesta delle associazioni di mantenere il sostegno ai motori endotermici, insieme ai nuovi carburanti. La somma degli interventi supera così il miliardo, ma destinazioni e procedure non coincidono. Il nodo politico resta la velocità con cui gli annunci potranno raggiungere le imprese. Il sostegno annunciato deve superare il vaglio dell’attuazione.
LE PROPOSTE
Accanto ai contributi, il ministero prepara una proposta sul modello spagnolo per adeguare le tariffe all’aumento del gasolio. Unatras riferisce l’impegno a inserire in un prossimo decreto una norma che renda automatico l’aggiornamento, rafforzando l’esigibilità della clausola già prevista. Per Renato Panella, vicepresidente di Feoli, ridurre le accise e intervenire sui prezzi non basta: occorrono regole strutturali nei rapporti tra vettori e committenti, senza affidare ogni risposta ai conti pubblici.
I LIMITI ALLE PROTESTE
Sul terreno della protesta, invece, il governo mette un limite. «Giuste le istanze, però i blocchi non possono essere consentiti sine die», avverte Rixi. Il confronto pomeridiano con gli autonomi viene indicato come il passaggio per chiedere la rimozione dei presidi che impediscono il transito, in cambio dell’impegno a erogare subito le risorse. Il viceministro richiama i rischi per gli approvvigionamenti di supermercati e ospedali e segnala le difficoltà al porto di Napoli.
Uggè riconosce le ragioni di chi protesta, ma respinge le limitazioni alla libertà degli altri e richiama le responsabilità di armatori e committenti nei pagamenti. Intanto Confimprenditori avverte che senza liquidità immediata alcune aziende rischiano di non sopravvivere.
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