Lazio

salvati i posti di lavoro nei negozi di San Giovanni e Cinecittà

Sospiro di sollievo per il commercio romano e per le centinaia di famiglie che negli ultimi mesi hanno tremato dietro le vetrine di uno dei marchi storici del retail italiano.

La vertenza sul futuro del Gruppo Coin incassa una svolta decisiva che allontana lo spettro dei licenziamenti e dei tagli lineari.

Al termine del tavolo di crisi convocato ieri, 9 luglio, nelle stanze del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), l’azienda ha ufficialmente annunciato lo stop al ricorso alla cassa integrazione straordinaria nei punti vendita della Capitale. Tutto il personale precedentemente inserito negli ammortizzatori sociali verrà progressivamente reintegrato nei turni di lavoro.

La notizia porta una boccata d’ossigeno vitale soprattutto per i dipendenti dei grandi magazzini di San Giovanni (piazzale Appio) e di Cinecittà, i due presidi romani che più di altri avevano vissuto con il fiato sospeso la riorganizzazione aziendale e il calo dei consumi.

Immagine di repertorio

La mossa commerciale: il rilancio passa per il brand “Mango”

A rendere possibile il congelamento dei tagli e il riassorbimento dei commessi è stata la parziale inversione di tendenza sul fronte dei conti, agganciata grazie a una profonda ristrutturazione dell’offerta commerciale. I vertici di Coin hanno illustrato ai funzionari del Ministero l’impatto dei nuovi accordi di partnership e di shop-in-shop siglati con colossi esterni dell’abbigliamento.

Il pilastro di questa strategia è l’imminente sbarco nei negozi del marchio spagnolo Mango, una mossa studiata per ringiovanire il target di acquirenti e moltiplicare gli ingressi nei punti vendita, trasformando i vecchi spazi espositivi in hub multi-brand ad alta redditività capaci di autosostenere i costi del personale.

Le conquiste dei sindacati: scattano le uscite volontarie

Per le sigle di categoria — Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs — il verbale siglato al Mimit rappresenta una vittoria arrivata dopo settimane di forte contrapposizione.

I sindacati sono riusciti a imporre che i piani di investimento della proprietà non si limitassero al marketing, ma blindassero innanzitutto i livelli occupazionali.

L’intesa poggia su tre pilastri organizzativi:

Ritiro della Cigs: rientro in servizio a tempo pieno per i lavoratori sospesi a rotazione;

Scivoli pensionistici: l’eccedenza di personale verrà gestita esclusivamente attraverso una procedura di mobilità volontaria incentivata, destinata a chi è vicino alla pensione o vuole cambiare percorso;

Tavolo Sicurezza: l’apertura immediata di un tavolo tecnico per verificare lo stato strutturale dei negozi e l’organizzazione dei turni, accogliendo le storiche lamentele dei dipendenti.

«Questo primo traguardo dimostra che la mobilitazione e gli scioperi delle scorse settimane sono stati determinanti per piegare l’azienda», spiegano in una nota congiunta i rappresentanti dei lavoratori. «Ora, però, non abbassiamo la guardia: vigileremo giorno per giorno affinché gli impegni sul riassorbimento vengano rispettati nei fatti».

La partita, d’altronde, non è ancora del tutto chiusa. Mentre i tecnici si vedranno a livello locale per monitorare i flussi dei rientri, il tavolo istituzionale di via Veneto ha già fissato sul calendario la prossima scadenza: l’appuntamento è per il 7 ottobre, quando le parti torneranno a sedersi davanti ai mediatori del Governo per analizzare i primi dati sulle vendite autunnali e certificare la tenuta definitiva del piano industriale Coin.

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