Marche

«Salda in denaro o ti bruciamo la casa». Padre e figlio a processo


CHIARAVALLE – Un listino quasi da boutique visto il costo con cui la cocaina veniva venduta, a dose: 100 euro. Così, quando il portafoglio di un 50enne, originario di Bari ma residente a Monte San Vito, ha iniziato a svuotarsi ha dovuto pagare il prezzo della droga con i gioielli di famiglia: bracciali e anelli d’oro. A chi lo riforniva però non sarebbe più bastato avere in pegno i preziosi e così avrebbe iniziato a minacciarlo per avere il pagamento in denaro. «Ti ammazzo, ti sgozzo, ti faccio sparare e ti farò dare fuoco a casa». Protagonisti padre e figlio, due pugliesi di Lucera, residenti a Chiaravalle, di 60 e 36 anni, finiti a processo davanti al collegio penale, presieduto dal giudice Roberto Evangelisti, per spaccio di sostanze stupefacenti, usura, estorsione e lesioni aggravate.

La vicenda

Stando alle accuse, tra gennaio e giugno del 2020, in concorso tra loro, avrebbero venduto svariate dosi di cocaina al 50enne, un consumatore abituale di droghe, al prezzo di 100 euro a dose. La vittima per un po’ ha sopportato le minacce ma poi si è rivolto ai carabinieri. Dopo la denuncia è scattata la perquisizione a casa di padre e figlio e nel controllo del giugno 2020 lo spacciatore padre è stato trovato con 9 dosi di cocaina per quasi 10 grammi di sostanza stupefacente. I carabinieri di Chiaravalle procedettero, all’epoca, all’arresto. Per il circolo di usura e estorsione nei confronti del barese 50enne è emerso che tutto è iniziato a febbraio 2020, quando la vittima non aveva il denaro sufficiente per pagare e avrebbe quindi consegnato ai due spacciatori un braccialetto tennis di diamanti bianchi e un anello in oro bianco del valore di mille euro. La promessa era di riaverli indietro dopo il pagamento in denaro. Un mese dopo lo spacciatore padre, il 60enne, avrebbe prestato alla vittima mille euro facendosi dare in garanzia un altro bracciale e anello, del valore di 3mila euro con il patto che avrebbe restituito 1.500 euro del debito accumulato per droga entro una settimana ma maggiorato di 200 euro per ogni giorno di ritardo. Il 50enne avrebbe pagato 2.300 euro, in parte in contanti e il resto con quattro ricariche su una postepay. Non è finita qui. Il 3 giugno 2020 ci sarebbe stata un’altra consegna di diamanti neri, da 4.500 euro, come garanzia per due dosi di cocaina. Nonostante i preziosi la vittima è stata minacciata e sarebbe stata preso anche a calci e pugni, ridotta con il volto tumefatto, costretta a restare chiusa in casa senza andare in ospedale per paura. Un romeno, intervenuto in suo aiuto, per mediare con padre e figlio, sarebbe stato picchiato anche lui . Prossima udienza a febbraio per l’esame degli imputati.




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