Ruud in finale agli Internazionali, dal pubblico insulti a Darderi
Si è spento in un’ora e cinque minuti, con un 6-16-1 il sogno romano di Luciano Darderi. In finale, in attesa del vincente tra Jannik Sinner e Daniil Medvedev approda, per la prima volta nella sua vita, il norvegese Casper Ruud, che l’anno scorso, probabilmente sfiancato dalla vittoria a Madrid, uscì nei quarti, con un 6/0- 6/1 inflittogli da Jannik Sinner. Domenica si troverà di fronte il numero 1 del mondo (“l’uomo che non perde mai», l’ha definito nell’intervista a bordo campo) o Daniil Medvedev (“che a Roma ha già vinto nel 2023, sarà dura in tutti e due i casi”). Era l’ombra del Darderi visto contro Jodar e Zverev quello sceso sul Centrale oggi: in evidente difficoltà negli spostamenti, a tratti zoppicante, «senza benzina» dopo la maratona finita alle 3 del mattino contro Rafa Jodar come ha ammesso in conferenza stampa.
Gli va riconosciuto il merito di averci provato anche se qualcuno non l’ha presa bene, con degli offensivi «Abbiamo pagato» urlati dagli spalti quando stava perdendo 6-1 5-1 e a cui Luciano non è rimasto indifferente: voltandosi verso la tribuna ha offerto la sua racchetta all’urlatore, invitandolo a scendere in campo al posto suo. E’ stato un match senza storia, interrotto dalla pioggia al primo set con il norvegese avanti 4 a 1 e palla break per portarsi 5 a 1. Dopo circa 2 ore di interruzione Ruud ha portato a casa la palla break e poi, a parte qualche sprazzo fugace di Darderi, il match è andato via veloce con un solo game vinto nel secondo, palle corte tese ad accorciare gli scambi e tanti dritti finiti malamente in rete. Maleducati a parte, il pubblico ha continuato a incitare «Lucio» o anche confidenzialmente «Luli» fino alla fine.
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