Cultura

Romería | Indie For Bunnies

Bello da vedere, pieno di idee e soluzioni interessanti, ma ti lascia un po’ insicuro su cosa tu abbia visto, e soprattutto perchè.

“Romeria” racconta di quando la diciottenne catalana Marina si reca in Galizia per ottenere il riconoscimento, mediante dichiarazione dei nonni, della paternitá del suo padre naturale, venuto a mancare poco prima della sua nascita, cosí come qualche anno dopo se ne sarebbe andata anche la mamma, anche lei portata via dall’AIDS.

Inebriata dall’oceano che si infiltra tra le insenature di Vigo, cosí diverso dal mediterrano di Barcellona, e accompagnata dal diario della mamma, Marina comincia un viaggio pieno di segreti, alcuni dolorosi, e dalle sfumature oniriche.
Il montaggio mischia la cinepresa della Simón a quella (fittizia) di Marina, il mare e i corpi giovani della ragazza e dei suoi cugini. È una danza ipnotica che trascende la realtá, quando trasforma Marina e suo cugino paterno in sua madre e suo padre, gli anni Zero negli anni Ottanta.

Alla fine te ne esci con una visione interessante in piú, con delle belle immagini negli occhi, ma anche con la sensazione che il film non giustifica ogni scelta e vezzo della regista, alcuni essenzialmente ornamentali.


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