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Roland Garros, il sogno interrotto di Arnaldi, Cobolli vola in finale contro Zverev

Il Roland Garros 2026 consegna all’Italia una pagina inedita e, al tempo stesso, un epilogo agrodolce: Matteo Arnaldi si ritira prima ancora di scendere in campo nella semifinale contro Flavio Cobolli, lasciando via libera al connazionale e spegnendo sul nascere quello che sarebbe stato il primo derby azzurro di sempre con in palio una finale Slam. Un forfait improvviso, legato a un problema fisico – si parla di un virus – che chiude una cavalcata straordinaria.

Resta la sostanza di un exploit che ha cambiato dimensione a Matteo Arnaldi. Partito da numero 104 del ranking ATP, il ligure ha scalato oltre 70 posizioni, ritrovandosi virtualmente al numero 34 del mondo, alle porte della top 30. Un salto qualitativo certificato anche dai numeri economici: con l’accesso alla semifinale di Parigi, Arnaldi si assicura un assegno da 750 mila euro, più di quanto spesso incassato in intere stagioni nel circuito Challenger.

Il suo cammino resta da incorniciare: vittoria su Tsitsipas, maratona con Tiafoe, e il derby con Berrettini chiuso sul 7-5 5-2 prima del ritiro dell’avversario. Un percorso da outsider puro, costruito sulla resilienza e su un tennis dispendioso che lo ha portato a restare in campo per oltre cinque ore in un singolo match. Un’ascesa che, pur spezzata sul più bello, rappresenta probabilmente l’inizio di una nuova fase della sua carriera.

Se Arnaldi esce tra gli applausi e con un portafoglio improvvisamente più solido, Flavio Cobolli entra invece nella dimensione dell’élite. Il romano, già numero 14 ATP all’inizio del torneo, grazie alla finale si proietta stabilmente tra i primi dieci al mondo, con prospettive di ulteriore crescita in caso di exploit domenicale.

Anche per lui il Roland Garros è una svolta economica oltre che sportiva: ai 750 mila euro già incassati si aggiungono i 1,4 milioni garantiti al finalista, cifra che testimonia la crescita del business dello Slam sulla terra rossa, arrivato a distribuire oltre 61,7 milioni complessivi nel 2026.


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