Emilia Romagna

Riviera Romagnola, il mercato delle seconde case cresce del 3,5%, Riccione al secondo posto per costo degli immobili


Il mercato immobiliare turistico della Riviera Romagnola continua a crescere. Nel 2026 i prezzi delle seconde case registrano un aumento medio regionale del 3,5%, mentre gli affitti estivi segnano rincari che arrivano al 10% nei periodi di maggiore affluenza. È quanto emerge dall’Osservatorio immobiliare turistico di FIMAA-Confcommercio Emilia-Romagna, che fotografa un comparto sostenuto dalla tenuta della domanda, dalla presenza dei turisti stranieri e dall’interesse per gli immobili di pregio.

Milano Marittima si conferma la località più esclusiva della costa, con un valore medio sintetico di 4.867 euro al metro quadrato e prezzi per le nuove abitazioni che possono raggiungere gli 8.000 euro. Seguono Riccione, con una media di 3.600 euro al metro quadrato, e Cesenatico, a quota 3.517 euro. La graduatoria prosegue con Pinarella (3.100 euro), Cervia (3.000), Rimini (2.867), Lido degli Estensi e Cattolica (2.733), Lido di Spina (2.533), Marina di Ravenna (2.433) e Punta Marina Terme (2.150). La media regionale si attesta a 3.048 euro al metro quadrato. L’incremento dei valori interessa praticamente tutto il litorale, seppure con intensità differenti. Milano Marittima registra la crescita più consistente, pari al 5%, seguita da Lido di Spina (+4,1%), Lido degli Estensi e Cattolica (+3,8%), Rimini (+3,6%) e Marina di Ravenna (+3,5%). A Cervia l’aumento è del 3,4%, mentre Riccione e Cesenatico segnano entrambe un +2,9%. Più contenuti i rialzi di Pinarella (+2,2%) e Punta Marina Terme (+2%).

Il quadro delineato dagli operatori conferma la solidità del mercato. Oltre l’80% degli agenti immobiliari interpellati segnala prezzi in aumento, mentre per più del 65% la domanda di case vacanza rimane stabile. Anche il numero delle compravendite non mostra variazioni significative rispetto al 2025: lo indica il 66,7% del campione. I tempi medi di vendita lungo la costa sono di circa tre mesi e mezzo, con una maggiore rapidità a Milano Marittima, dove le trattative si concludono mediamente in due mesi e mezzo-tre mesi e mezzo. A sostenere il comparto contribuiscono l’interesse per le abitazioni di qualità, i progetti di riqualificazione urbana e la tenuta del turismo. Dopo un 2025 che ha superato i 13,2 milioni di arrivi e i 44,1 milioni di pernottamenti in Emilia-Romagna, i primi otto mesi del 2026 hanno registrato oltre 10 milioni di arrivi, in crescita dell’1,5%, e 35,5 milioni di presenze, con un incremento del 2,5%. Il patrimonio immobiliare turistico della costa viene stimato in oltre 200mila unità, per un valore complessivo di circa 40 miliardi di euro. Le seconde case rappresentano quindi una componente rilevante dell’offerta ricettiva, soprattutto nei mesi di punta, quando gli alloggi privati e le strutture extralberghiere superano il 30% dei pernottamenti complessivi.

Sul fronte delle locazioni, la stagione 2026 registra un aumento dei canoni rispetto all’anno precedente: circa il 5% a giugno e luglio, con punte fino al 10% ad agosto. Per un appartamento con quattro posti letto il canone medio settimanale regionale è di 823 euro. Milano Marittima guida anche questa classifica, con una media di 1.025 euro a settimana e tariffe che in agosto possono arrivare a 1.400 euro. Riccione segue con una media di 983 euro, davanti a Cesenatico, a 883 euro, e Rimini, a 850 euro. A Cervia il valore medio è di 833 euro, mentre si scende a 805 euro a Marina di Ravenna, 792 a Pinarella e 775 a Cattolica. Lido degli Estensi, Lido di Spina e Punta Marina Terme si attestano mediamente a 708 e 688 euro settimanali.

La domanda resta particolarmente intensa durante l’alta stagione, quando l’occupazione degli alloggi sfiora il 94%. Un andamento che conferma la capacità attrattiva della Riviera, ma pone anche la necessità di governare la crescita, conciliando le opportunità economiche con le esigenze dei residenti. Secondo FIMAA e Confcommercio, la sfida per i prossimi anni sarà investire nella qualità dell’accoglienza, nei servizi, nelle infrastrutture e nella riqualificazione dei lungomari e degli spazi pubblici. Centrale anche l’obiettivo di prolungare la stagione turistica attraverso eventi, promozione sui mercati esteri e migliori collegamenti aerei e ferroviari. Il valore delle seconde case, sottolineano gli operatori, dipende infatti non soltanto dalle caratteristiche degli immobili, ma anche dalla qualità e dalla vivibilità delle località. Una crescita da consolidare, dunque, puntando su competitività, rigenerazione urbana e accessibilità, senza trascurare il diritto alla casa di chi vive e lavora sulla costa durante tutto l’anno.

“La presentazione dell’Osservatorio Immobiliare Turistico della Costa Romagnola – commenta Nello Salvati, presidente FIMAA Confcommercio Rimini – è stata un’importante occasione di confronto, con dati di grande interesse che confermano il ruolo fondamentale degli agenti immobiliari sul territorio. La nostra conoscenza diretta del mercato ci permette non solo di accompagnare cittadini e investitori nelle loro scelte, ma anche di fornire analisi preziose alle istituzioni, utili per individuare soluzioni mirate e politiche efficaci. I dati dell’Osservatorio restituiscono un quadro positivo per tutte le località della costa romagnola: il mercato delle seconde case tiene, i prezzi crescono e la domanda rimane sostenuta. Dal confronto emerge un elemento particolarmente interessante per Rimini: i valori immobiliari, pur significativi, risultano ancora competitivi rispetto ad altre località della Riviera. La nostra città si conferma quindi molto appetibile per gli investimenti immobiliari, con una redditività potenziale che può superare il 5%. Tra gli operatori c’è ottimismo e fiducia: l’immobiliare continua a rappresentare un investimento consigliabile, sia per la rendita che può generare, sia per la capacità di proteggere il capitale nel tempo”.

“Un altro aspetto emerso – conclude – riguarda le locazioni turistiche. Riteniamo che gli affitti delle seconde case non incidano in maniera determinante sulla crisi abitativa residenziale, che ha cause più complesse, né rappresentino una reale concorrenza per gli alberghi. Si tratta di offerte rivolte a esigenze differenti: chi sceglie l’hotel cerca servizi e comfort, mentre chi preferisce un appartamento desidera maggiore autonomia e libertà nell’organizzare la propria vacanza. Due modalità di soggiorno che possono convivere e contribuire entrambe alla ricchezza dell’offerta turistica della Riviera”.


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