Riunita la consulta per i beni culturali di interesse religioso post sisma 2016. Castelli: «Risultati concreti e incoraggianti»
ROMA – Presso la sede della Cei nuova riunione della consulta presenti i vescovi di 26 diocesi interessate dagli eventi sismici del Centro Italia 2016, dal sisma di Ancona del 2022 e da quello di Umbertide del 2023. L’obiettivo condiviso: «Restituire alle comunità i luoghi di culto come elementi fondamentali dell’identità culturale e sociale dell’Appennino centrale». Monsignor Baturi: «Ricostruire significa dare nuova vita e custodire quanto ci appartiene».
Si è svolta oggi, presso la sede della Conferenza Episcopale Italiana in Circonvallazione Aurelia, una nuova riunione della Consulta per i beni culturali di interesse religioso nell’ambito della ricostruzione post sisma 2016.
All’incontro hanno preso parte il Segretario Generale della Cei, Monsignor Giuseppe Baturi, il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli insieme ai Vescovi – o loro rappresentanti – di 26 Diocesi interessate dagli eventi sismici del Centro Italia 2016, dal sisma di Ancona del 2022 e da quello di Umbertide del 2023.
Nel corso della riunione è stato effettuato un aggiornamento sullo stato di attuazione degli interventi di ricostruzione relativi a chiese ed edifici di culto nelle quattro regioni coinvolte – Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria – per un programma complessivo che comprende oltre mille interventi finanziati con risorse pari a diverse centinaia di milioni di euro. Il commissario Castelli ha voluto condividere anche le iniziative che si stanno organizzando in occasione del decennale dal sisma del 2016.
«Desidero ringraziare la Consulta e, in particolare, Monsignor Baturi per questo importante momento di confronto e condivisione, che si è svolto in un clima di piena collaborazione istituzionale – ha dichiarato il Commissario straordinario Guido Castelli –. Il lavoro sinergico portato avanti da tutti i soggetti coinvolti nel processo di ricostruzione sta producendo risultati concreti e incoraggianti, che ci spingono a proseguire con rinnovato impegno”.
«L’obiettivo che ci accomuna – ha proseguito Castelli – è restituire alle comunità i luoghi di culto, non solo nella loro dimensione materiale, ma anche come elementi fondamentali dell’identità culturale e sociale dell’Appennino centrale. Il percorso di ricostruzione sta vivendo una fase più avanzata e dinamica, che interessa in modo significativo anche il patrimonio ecclesiastico».
«Continueremo a operare in stretta sinergia con la Cei, le Diocesi e tutti gli attori istituzionali coinvolti, al fine di assicurare qualità degli interventi e tempi certi, contribuendo a restituire ai territori colpiti dal sisma un patrimonio pienamente recuperato, sotto il profilo storico, culturale e spirituale».
“Questo incontro rappresenta un ulteriore tassello nell’impegno di cura per le nostre comunità: il dialogo, la proficua collaborazione istituzionale, il monitoraggio costante non sono solo atti formali, ma dicono l’attenzione e la sollecitudine per le persone e per i territori, specialmente quelli feriti. Siamo convinti che la memoria sia un collante imprescindibile per comprendere il presente e immaginare il futuro: ricostruire significa dare nuova vita e, allo stesso tempo, custodire quanto ci appartiene. Solo così si fortifica l’identità delle comunità, si rafforzano i legami e si può guardare con fiducia al domani», ha sottolineato Monsignor Giuseppe Baturi, Segretario Generale della Cei.
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