Sicilia

Sempre più prof under 30 non vogliono insegnare per tutta la vita, Anief: colpa dello stress

Sale la quota di insegnanti under 30 che dichiara di voler abbandonare l’insegnamento entro cinque anni: secondo il Rapporto della Commissione europea ‘The teaching profession in the EU: A comparative analysis building upon the TALIS 2024 results’, la quota di docenti giovani che hanno mostrato la volontà di lasciare la professione è passata dal 10,4% del 2018 al 13,4% del 2024.

Dallo studio – che analizza condizioni di lavoro, soddisfazione professionale e prospettive di carriera degli insegnanti nei Paesi dell’Unione Europea – emerge che in alcuni Paesi il fenomeno assume dimensioni evidenti: in Estonia, Lettonia e Lituania addirittura la metà dei giovani insegnanti afferma di non immaginare il proprio futuro nella scuola, con incrementi significativi che si registrano anche in Croazia, Finlandia e Francia. Pur con differenze nazionali rilevanti, scrive la stampa specializzata, il quadro generale evidenzia una fragilità crescente nelle prime fasi della carriera. Se i sistemi educativi europei faticano ad attrarre nuovi insegnanti, trattenerli diventa una questione altrettanto strategica.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, «se aumenta il numero under 30 insegnanti che vuole abbandonare una professione tradita da stress e burocrazia, senza più una disciplina, qualche domanda bisognerà anche porsela. Quando ho iniziato a insegnare, a 23 anni, venivo convocato nelle scuole direttamente dalle segreterie del personale degli istituti: non sapevo leggere e interpretare il mio cedolino e la conseguente disparità di trattamento con il personale di ruolo. Per non abbandonare i miei studenti a metà anno, inoltre, non potevo ammalarmi e dovevo sperare di poter continuare a insegnare grazie alla malattia della collega».

«Oggi la crisi è ancora più grave per effetto della fine del diritto internazionale e della deriva utilitaria fatta da alcuni Paesi. Anche per questi motivi, oltre a chiedere sempre più diritti per i neo-docenti, il nostro sindacato ha creato una specifica sezione dedicata ai giovani, sia per l’orientamento al lavoro sia per l’alfabetizzazione sindacale. La verità serve una svolta che supporti con gesti concreti – conclude Pacifico – le nuove leve a rimanere dietro la cattedra».


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