Friuli Venezia Giulia

risultati positivi, il sistema diventa strutturale

“Abbiamo presentato in Commissione verifica e attuazione del programma i dati di questi primi 18 mesi, perché viaggiamo a carte scoperte: il percorso che abbiamo intrapreso è pienamente coerente con le linee programmatiche su cui i cittadini ci hanno dato la fiducia. Stiamo portando a casa un risultato politico e amministrativo di straordinaria importanza, che dimostra come si possano mantenere le promesse e, contemporaneamente, trovare modalità e soluzioni ai problemi ereditati da chi ci ha preceduto”. È così che Eleonora Meloni, assessora all’Ambiente del Comune di Udine, ha presentato oggi in commissione Verifica e attuazione del Programma i dati dei primi 18 mesi della cosiddetta “Differenziata Smart”, tracciando un bilancio positivo della sperimentazione e annunciando il passaggio alla fase strutturale del progetto.

I dati della sperimentazione

Nelle aree coinvolte dalla sperimentazione, la raccolta differenziata è salita dal 60,30 per cento al 65,23 per cento, mentre l’indifferenziato da smaltire è calato di quasi 5 punti percentuali. Migliora anche la qualità dei materiali: la purezza della plastica raccolta è passata dal 50,9 per cento al 66,7 per cento. Il gradimento da parte dei cittadini si attesta al 93,4 per cento. “Aumentiamo quantità e qualità del riciclo e poniamo le basi per abbattere i costi futuri di smaltimento. Tra l’altro, risulta importante sottolineare che accostando al 65,23 per cento i dati dei centri di raccolta, tra il 9 e l’11 per cento, in potenza la raccolta differenziata smart potrebbe aiutare a risalire la china superando il 75 per cento”, ha spiegato l’assessora, ringraziando “l’attuale consiglio di amministrazione e il presidente Siciliotti per aver sbloccato questo nostro progetto una volta insediati”.

Eleonora Meloni

L’estensione del servizio

Superata la fase sperimentale, il sistema verrà esteso: entro la fine dell’anno le campane smart raggiungeranno oltre 15.500 cittadini, circa il 20 per cento delle utenze. Le aree prioritarie di intervento saranno quelle dove il porta a porta ha generato i maggiori disagi: quartiere Aurora (via Di Giusto), Sant’Osvaldo, San Rocco, via Napoli, via Podgora e via Abbazia. L’accesso avverrà tramite chiavetta Rfid, e i controlli incrociati tra i database di comune, Net e Ater serviranno a contrastare i furbetti della Tari e gli abbandoni abusivi.

La critica al porta a porta

Meloni ha poi attaccato le scelte delle precedenti amministrazioni di centrodestra. “La battaglia contro l’ostinazione del ‘porta a porta’ spinto non nasce oggi, ma dai banchi dell’opposizione dove già dal 2018 avevamo lanciato l’allarme, insieme ai colleghi con cui oggi governiamo la città. I dati ufficiali confermano il fallimento delle scelte di Fratelli d’Italia e Lega: il porta a porta puro sfiora appena il 60 per cento e la differenziata totale a Udine è scesa dal 73,64 per cento del 2022 al 70,56 per cento del 2025 (e partivamo da un 67 per cento di raccolta con lo stradale del 2018). Noi stiamo dimostrando che un altro metodo è possibile: le scelte sulla gestione dei rifiuti non si impongono, si fanno insieme ai cittadini, ascoltando le associazioni dei consumatori e collaborando con gli amministratori di condominio, rimasti per troppi anni soli a gestire il caos nei cortili”, ha concluso l’assessora.


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