Rissa in tribuna a Palermo-Catanzaro, accuse incrociate tra i club: nel mirino anche steward e sicurezza
Il primo commento sulla rissa in tribuna centrale fra tifosi rosanero e il ds del Catanzaro Polito e la sua famiglia è quello del Palermo, chiaramente di parte. I siciliani si difendono parlando di mistificazioni della realtà su «uno scenario deplorevole, prima provocato e poi innescato da ingiustificabili condotte di membri della famiglia del direttore sportivo Polito, ampiamente documentato da numerose testimonianze video». Qualche precisazione è doverosa: è vero che il figlio di Polito ha reagito in malo modo, ma anche nei video citati dal club rosanero si notano le continue provocazioni verbali, oltre a insulti e minacce, che non hanno coinvolto solo la famiglia Polito.
Andrebbe per esempio spiegato perché i tre calciatori mandati in tribuna da Aquilani (Borrelli, Esteves e Verrengia) siano stati più volte spostati in vari punti dello stadio (anche in tribuna stampa nella ripresa) visto che l’unico esito sono stati gli insulti (e non solo) ricevuti da tre tesserati che avevano l’unica colpa di indossare la tuta ufficiale della squadra avversaria, senza alcun atteggiamento provocatorio. Soprattutto, il Palermo dovrebbe spiegare perché, nei video citati, c’è almeno uno steward che partecipa all’aggressione a Polito e ai suoi famigliari invece di provare a riportare la calma.
La Lega B, con il presidente Paolo Bedin, è intervenuta per seconda, esprimendo «il suo forte disappunto e rammarico per l’episodio».
In serata la replica del Catanzaro, più sottile e incentrata anche a non distogliere l’attenzione sul «risultato sportivo storico» ottenuto dalla squadra: «Dispiace constatare come l’attenzione mediatica si sia concentrata quasi esclusivamente, e in maniera evidentemente orientata, su quanto accaduto sugli spalti da parte di alcuni ospiti della nostra società. Ben poco, invece, è stato detto sull’aggressione subita dai nostri calciatori da parte di soggetti che hanno potuto agire in piena libertà, così come scarsa rilevanza è stata attribuita agli episodi verificatisi prima, durante e dopo la gara. Circostanze che, fortunatamente, sono state rilevate dal giudice sportivo attraverso la pesante ammenda comminata alla società di casa e la disposizione di un supplemento d’indagine che, siamo certi, contribuirà a fare piena luce su una gestione complessiva dell’evento che ha lasciato molto a desiderare».
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