Rischia di morire e perde l’uso delle gambe, dopo tre mesi paziente del Gaslini torna a casa e a camminare

Genova. È tornata a casa dopo tre mesi di ricovero la bambina di cinque anni trasferita d’urgenza lo scorso giugno all’istituto Giannina Gaslini in seguito a un grave incidente stradale. La trauma provocava una frattura altamente instabile della seconda vertebra cervicale e una contusione del midollo spinale con esteso edema, determinando una tetraparesi e compromettendo quasi del tutto il movimento degli arti.
Inizialmente le condizioni neurologiche della paziente apparivano stabili, ma a distanza di poche ore si è verificato un rapido peggioramento. La gravità del quadro e il rischio di ulteriori danni al midollo cervicale hanno spinto i medici a rinviare la stabilizzazione chirurgica diretta, optando prima per un’immobilizzazione rigida della colonna tramite un sistema Halo.
“Non era in gioco soltanto la possibilità di recuperare il movimento, ma la vita stessa della bambina”, spiega Gianluca Piatelli, direttore della neurochirurgia del Gaslini. “Qualunque ulteriore disallineamento avrebbe potuto determinare un aggravamento della sofferenza del midollo. Abbiamo prima immobilizzato il rachide e, dopo la riduzione dell’edema, eseguito l’intervento di stabilizzazione con innesti ossei fino alla base del cranio”.
In terapia intensiva è stato avviato un monitoraggio emodinamico costante e un trattamento antiedemigena per preservare la perfusione midollare. Il percorso di cura ha compreso anche quindici sedute di ossigenoterapia iperbarica presso il centro dell’ospedale policlinico San Martino. “Il trattamento è stato inserito in una strategia complessiva per contrastare la sofferenza del midollo traumatizzato”, chiarisce la responsabile del centro, Paola Salvetti.
Successivamente, il piano di riabilitazione intensiva ha accompagnato la fase di recupero motorio. Come riporta Chiara Tacchino, direttrice della medicina fisica e riabilitazione, le rivalutazioni periodiche hanno mostrato un graduale miglioramento fino al ripristino del cammino autonomo e delle funzionalità degli arti superiori.
Il caso ha visto la collaborazione integrata tra neurochirurgia, ortopedia, terapia intensiva e centro iperbarico. L’evoluzione della colonna della bambina continuerà a essere seguita con controlli periodici in vista della crescita. Massimo Nicolò, assessore alla salute della Regione Liguria, ha richiamato l’episodio come esempio operativo del trauma center pediatrico del Gaslini, struttura di riferimento regionale e nazionale per la gestione dei traumi complessi in età pediatrica.




