Lazio

ripartono i lavori per lo sblocco di via Demetriade

Un decennio di promesse, quattro anni di stop forzato e un imbuto di fango che finalmente si prepara a diventare asfalto.

Nel cuore di Tor Fiscale, uno dei quadranti storici e più complessi della periferia sud, si riaccendono i motori dei mezzi d’opera.

In via di Torre Branca sono ufficialmente ripresi i lavori per completare il tanto atteso collegamento stradale con via Demetriade, un’opera urbanistica considerata vitale per ridisegnare la mobilità interna tra la via Appia Nuova e la via Tuscolana.

Il ritorno degli operai segna la svolta di una telenovela burocratica che si trascina dal 2022, anno in cui il cantiere aprì per la prima volta prima di impantanarsi in una palude di varianti in corso d’opera, intoppi tecnici e modifiche ai piani di viabilità.

Il progetto: una corsia a senso unico con ciclabile

L’intervento prevede il prolungamento dell’ultimo filone di via di Torre Branca fino al ricongiungimento con via Demetriade.

Il disegno originario, rimodulato nel tempo dopo una serie di accesi tavoli partecipativi con la cittadinanza, prevede la nascita di una carreggiata a senso unico di marcia, affiancata da marciapiedi protetti per i pedoni e da una pista ciclabile complanare.

A bloccare i lavori in questi anni erano state alcune pesanti interferenze con sottoservizi e reti infrastrutturali non mappate, che hanno richiesto lunghe conferenze dei servizi e il rilascio di nuove autorizzazioni da parte dei tecnici comunali.

Se la riapertura del cantiere fa tirare un sospiro di sollievo ai favorevoli, la fine dei lavori non spegne però le preoccupazioni dei comitati locali.

L’incubo della “scorciatoia” e il nodo dell’Acquedotto Felice

Il timore diffuso tra le strade di Tor Fiscale è che il nuovo collegamento, se privo di un piano di traffico globale, si trasformi in un boomerang. Associazioni e residenti temono il cosiddetto “effetto baratto”: l’apertura della strada rischia di trasformare una viabilità pensata per il quartiere in una comoda e selvaggia scorciatoia di attraversamento per migliaia di automobilisti estranei alla zona, desiderosi di saltare il traffico dei grandi assi consolari.

Per scongiurare l’invasione delle auto, i residenti — supportati da una fitta raccolta firme consegnata negli scorsi mesi in Municipio — chiedono a gran voce una rivoluzione complementare.

Sul tavolo della giunta ci sono proposte nette: l’inversione di alcuni sensi unici chiave, la messa in sicurezza dei passaggi pedonali e il rifacimento totale della segnaletica stradale orizzontale, in molti tratti cancellata dal tempo.

Al centro delle preoccupazioni resta inoltre lo storico imbuto di vicolo dell’Acquedotto Felice. La strada, strettissima e ancora a doppio senso di marcia, rappresenta un pericolo cronico per la convivenza tra vetture, biciclette e pedoni.

I cittadini attendono di capire se il nuovo assetto di via di Torre Branca alleggerirà la pressione sul vicolo o se finirà per scaricarvi ulteriori flussi. Le ruspe hanno ricominciato a scavare, ma la sfida per l’organicità di Tor Fiscale è appena iniziata.

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