Marche

«Rinuncio all’immunità sulle chat chieste dalla procura e ho chiesto di procedere in fretta»


PESARO Inchiesta affidi, ieri è stato aperto il caso Matteo Ricci in commissione Juri, la commissione giuridica del Parlamento europeo. Si tratta dell’iter per valutare la revoca all’immunità parlamentare e il via libera alla procura della Repubblica di Pesaro per l’utilizzo delle chat e della corrispondenza tra l’ex sindaco di Pesaro e l’ex collaboratore Massimiliano Santini. Il dem ha fretta e spera che la pratica si possa chiudere in poche settimane. 

Aperto il procedimento

La riunione è stata a porte chiuse e il caso Ricci è stato calendarizzato alle 16,05 per una durata di dieci minuti. Una riunione interlocutoria con rinvio per entrare nel merito della decisione. Pascale Piera, magistrata francese ed eurodeputata eletta con il Rassemblement National di Marine Le Pen, è stata nominata relatrice. La Procura di Pesaro, in relazione alle indagini sugli affidamenti diretti del Comune, sponsorizzazioni e pagamenti, aveva inviato una richiesta di revoca dell’immunità finalizzata alla lettura e all’eventuale utilizzo di chat, e-mail, file correlati tra l’ex sindaco di Pesaro e il suo collaboratore Santini. Ricci, raggiunto al telefono commenta: «E’ stata una riunione interlocutoria. Sin da novembre scorso ho consegnato ai magistrati una dichiarazione scritta in cui autorizzavo la lettura di qualunque corrispondenza con il collaboratore, riferita all’indagine.

Ora si sta innestando una procedura velocizzata e semplificata perché ho chiesto io al Parlamento europeo di dare l’autorizzazione. Non chiedo il contrario come spesso accade, questo accelererà l’iter. Ho rinunciato all’immunità così che si possano leggere le chat e proseguire le indagini».

Il passaggio chiave

Un passaggio chiave. «Questa mia rinuncia farà saltare la mia audizione in commissione – informa Ricci -. Non ci sarà bisogno di sentirmi perché abbiamo depositato una nota scritta con cui si chiede di procedere velocemente. Spero che nel giro di poche settimane la commissione possa esprimersi e il Parlamento ratificare la decisione. Un atteggiamento chiaro sin dal primo minuto, forse raro perché in genere i parlamentari difendono la loro l’immunità. Immagino che ci sarà un voto all’unanimità perché il diretto interessato è il primo a chiedere di andare avanti in fretta». L’inchiesta Affidi ha avuto una proroga fino al 17 dicembre 2026. Ad aprile si era aggiunta una nuova ipotesi di reato per Ricci: il peculato, oltre alla corruzione, per “Pane e politica”, il tour organizzato nel 2024 per promuovere il libro di Ricci e preparare la candidatura alle Europee.




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