Rincari sulle tariffe, la giunta di Fano conferma. Nel vuoto l’appello in aula delle famiglie
FANO Nessun passo indietro da parte della Giunta sugli aumenti delle tariffe dei servizi a domanda individuale. La manovra è stata confermata nonostante l’appello lanciato in Consiglio comunale attraverso una mozione presentata da Samuele Mascarin (lista civica In Comune) e Dimitri Tinti (Pd), sostenuti dalla presenza in sala di alcune famiglie per le quali i rincari rappresentano un peso difficilmente sostenibile.
La questione
Al centro della contestazione una riforma tariffaria che ha ridotto drasticamente il numero delle fasce Isee – prima calibrate in modo analitico sulla reale capacità contributiva dei nuclei familiari ; ha eliminato lo sconto per il secondo figlio qualora questo frequenti una scuola non comunale; ha introdotto il pagamento del prolungamento d’orario nelle scuole dell’infanzia, un servizio che fino a oggi era garantito a titolo gratuito. Per i due consiglieri di opposizione «i servizi educativi non possono essere considerati servizi “a consumo”, ma costituiscono un investimento pubblico fondamentale in termini di equità sociale, conciliazione dei tempi di vita e lavoro e contrasto alle disuguaglianze».
La mozione chiedeva pertanto, a partire dall’anno scolastico 2026-2027, l’applicazione dell’Isee lineare per i servizi di refezione scolastica, scuolabus e nido, così da garantire una maggiore progressività nella compartecipazione al costo; il ripristino della gratuità del prolungamento orario o, in alternativa, la sua piena integrazione nel sistema Isee; e infine, dal primo gennaio 2027, il riconoscimento della scontistica per secondo e terzo figlio estesa a tutti i minori inseriti in un percorso scolastico, indipendentemente dal tipo di istituto frequentato. Richieste che hanno spinto anche il consigliere di Fratelli d’Italia Davide Delvecchio, pur annunciando il proprio voto contrario alla mozione, a sollecitare la Giunta affinché presti maggiore attenzione alla situazione delle famiglie più fragili, suggerendo il possibile ricorso al cosiddetto “Fattore Famiglia” come strumento di equità.
La difesa della Giunta
A difendere la linea dell’esecutivo è stata l’assessora ai Servizi educativi Adriana Maghernino, che ha ribadito la validità della manovra definendo la precedente gratuità del prolungamento orario «una distorsione» da correggere. Ha tuttavia aperto uno spiraglio, annunciando che la Giunta sta valutando, a partire dal prossimo anno scolastico, l’esenzione dal pagamento per le famiglie con Isee fino a 6.000 euro e una riduzione della tariffa per le fasce fino a 20.000 euro.
Nessuna marcia indietro, invece, sull’adeguamento Istat: dopo cinque anni di esenzione, frutto di una decisione della precedente Amministrazione poi ereditata dall’attuale, il mancato aggiornamento aveva accumulato un incremento del 18 per cento, divenuto ormai insostenibile per il bilancio comunale anche a causa della progressiva riduzione dei trasferimenti statali.




