Ridotto del Morlacchi: Federica Rosellini in scena con lo spettacolo solitario e tenero ‘Ivan e i cani’

di D.N.
Prosegue la rassegna del Ridotto del Teatro Morlacchi a Perugia che accoglie gli spettatori direttamente sul palcoscenico, aprendo le sue porte a nuove esperienze e ad alcune delle più significative creazioni artistiche pensate per privilegiare un rapporto intimo e ravvicinato con il pubblico. Il terzo appuntamento allestito al Ridotto, mercoledì 22 e giovedì 23 aprile alle 20.45, è lo spettacolo “Ivan e i cani”, un testo di Hattie Naylor diretto e messo in scena dalla musicista e performer Federica Rosellini. Una produzione Cardellino srl.
Ivan racconta una storia che gli è successa quando aveva quattro anni. La racconta come fosse ora. Come una fiaba dei fratelli Grimm. O come Il libro della giungla. È una storia vera, invece, accaduta a un bambino nella Russia degli anni Novanta, la Russia poverissima di Boris Eltsin. La gente era così povera, racconta Ivan, che i padri e le madri cominciarono a sbarazzarsi di quello che nelle case mangiava, beveva e aveva bisogno di cure. I primi a essere abbandonati furono i cani. La madre di Ivan ha un uomo che la picchia quando si riempie di vodka fino agli occhi. Ivan è un incomodo, quest’uomo vorrebbe che se ne andasse e un giorno Ivan lo fa. Indossa un cappotto pesante, i guanti di lana, si mette in tasca due pacchetti di patatine ed esce per le strade di Mosca. Trovare un posto dove dormire è difficile. Fa freddo, la gente che gira sembra ti voglia sbranare. Nessuno fa più l’elemosina, non c’è più spazio per la pietà. Comincia un’odissea che si concluderebbe presto con la morte, se Ivan non incontrasse delle creature buone, anime affini che lo accolgono tra loro e gli regalano la sopravvivenza ogni giorno. Una muta di cani randagi. Ma è solo l’inizio della storia.
Hattie Naylor è una drammaturga inglese, co-fondatrice della compagnia Gallivant. Ivan e i cani, candidato all’Olivier Award nella categoria Outstanding Achievement, è stato rappresentato in Inghilterra, Olanda, Belgio, Stati Uniti, Georgia, Grecia e Brasile.
Federica Rosellini, sola sul palco con la sua strumentazione elettronica, dice e compone, contemporaneamente, mescida la voce della propria madre registrata in russo con melodie, nenie e pulsazioni ritmiche, traccia con le dita la partitura sonora nella quale si perde con le parole e con il corpo. Fa di “Ivan e i cani” un “a solo” dolce e disperato; uno spettacolo sporco, solitario, tenerissimo; un canto d’anima intimo, personale, ma capace di raccontare, inaspettatamente, l’infanzia di tutti noi.
I prossimi spettacoli in scena al Ridotto sono: “sdisOrè” con Evelina Rosselli, testo di Giovanni Testori (28 e 29 aprile); “Tu non mi perderai mai” di Raffaella Giordano, Stefania Tansini per la Rassegna “Perché non ballate?” (8 e 9 maggio).
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