Marche

riavviato il rimpatrio di Jamil


PORTO SANT’ELPIDIO Riavviate le pratiche per il rimpatrio di Jamil Nazli, il tunisino senza permesso di soggiorno e pluripregiudicato ma che vive oramai da anni a Porto Sant’Elpidio. È finito alla ribalta delle cronache nazionali dopo aver accoltellato un ristoratore e aver assommato una serie di crimini tra furti con spaccata negli chalet a spaccio di droga. Con parecchi precedenti alle spalle, era stato già in carcere e da giugno teneva in scacco il litorale.

La pratica

Dopo l’accoltellamento era partita la pratica per il rimpatrio e tutti a Porto Sant’Elpidio avevano tirato un sospiro di sollievo. La Questura aveva accompagnato il clandestino al Cpr di Bari ma da lì è stato subito rispedito a Porto Sant’Elpidio. La motivazione del giudice di Lecce, che lo ha rimesso in libertà, è legata al fatto che è padre di due figlie minorenni che deve accudire, ma non potrebbe avvicinare le figlie. L’obiettivo di Questura e Comune è ora rispedire il tunisino al Centro per il rimpatrio tanto che è stata riavviata la pratica. Si sono sentiti sindaco e questore per capire come risolvere il caso, ormai simbolo di una battaglia più ampia contro gli irregolari che delinquono e che non possono restare in Italia, da irregolari, a commettere reati. Intanto sono tornate a Porto Sant’Elpidio le telecamere di Fuori dal Coro, la trasmissione condotta su Retequattro da Mario Giordano, che ha dedicato una seconda puntata al caso di Porto Sant’Elpidio.

«Il tunisino è stato accompagnato al Cpr e lì è stato liberato perché ha due figlie, ma non le può vedere perché le mamme lo hanno allontanato. È folle – dice Giordano – il tunisino può girare e accoltellare la gente. Aspettiamo che ammazzi qualcuno? Poi sono cattivo io, che parlo di remigrazione». Jamil tenta di giustificarsi: «Può essere che ho fatto un furto, ma l’ho fatto al buio». Rilasciato poche ore dopo l’arresto per aver accoltellato un ristoratore ed identificato come autore del furto con spaccata nel suo ristorante, era stato accompagnato al Centro per il rimpatrio dopo il clamore mediatico suscitato ma «è stato vanificato tutto il lavoro della Questura» ha riferito il sindaco, sconfortato.

La moglie del ristoratore ha visto Jamil mentre accoltellava il marito e dice: «Da madre e da donna provo ribrezzo». «Che abbia due figlie minorenni non esclude il fatto che sia un criminale a tutti gli effetti, credo che un padre così debba essere allontanato dalle proprie figlie» afferma una donna avvocato alle telecamere di Retequattro. «Questa gente va rimpatriata, è clamoroso che un giudice rimandi certi soggetti a casa, ma non a casa loro bensì a casa nostra!» tuona il ristoratore aggredito.

E mentre la Questura conferma il riavvio delle procedure per l’espulsione, Nazli è a piede libero e i residenti di Porto Sant’Elpidio, visti i precedenti, sono preoccupati.




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